Censura della cultura italiana all'estero |
di Gianni Basaldella |
Deutsch von Regine Hartung |
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in Italia Berlusconi occupa la RAI accompagnando loperazione con proclami
da Radio Tirana daltri tempi, allestero la sua politica della
cultura sta dando i primi frutti (marci).
Il caso in cui è stato coinvolto lIstituto Italiano di Cultura (IIC) di Stoccarda si può definire emblematico e purtroppo non resterà unico. I fatti: La città di Heidelberg voleva dedicare allItalia lannuale Stückemarkt (festival teatrale) e allo scopo, ha preso contatto con lIIC di Stoccarda. Questultimo dopo aver assicurato la sua collaborazione, anche finanziaria, ha fatto improvvisamente marcia indietro dopo aver conosciuto il titolo di un lavoro scelto dai responsabili del teatro comunale. Pur non essendoci una dichiarazione ufficiale in merito, secondo lIIC di Stoccarda il pezzo Giudici di Renato Gabrielli sarebbe lesivo per il buon nome dellItalia e quindi non gradito ai rappresentanti ufficiali del nostro Paese, che pertanto faranno mancare anche il loro saluto (altrettanto ufficiale) alla manifestazione tedesca. Insieme con Renato Gabrielli anche Giampaolo Spinato, autore di un pezzo destinato a fare da introduzione ad un dibattito sul teatro italiano, è stato censurato dallIIC di Stoccarda. Un comportamento del genere non rappresenta certo una buona reclame per il nostro paese ed è, questo sì, decisamente lesivo per il buon nome dellItalia. È chiaro inoltre che tale decisione contribuisce non poco a spostare il baricentro del previsto dibattito sul teatro italiano su temi che senzaltro saranno per i nostri rappresentanti ufficiali, ancor meno piacevoli dei due lavori censurati. Il fatto che tutto ciò sia successo a Heidelberg, una città che può contare su un pubblico internazionale e che è conosciuta anche laddove non si conosce la Germania, rende questo episodio ancora più grave e imbarazzante. In altre parole ci troviamo di fronte a un classico esempio di autorete. A dare alla cosa un aspetto comico, del tipo cornuto e mazziato, ha contribuito lintervento di uno sponsor privato che, con il suo finanziamento, permetterà lo svolgimento del programma previsto, traendo naturalmente un lecito vantaggio economico da questo far cultura italiano. La cattiva politica, il malgoverno e chi più ne ha più ne metta, sono senza alcun dubbio elementi lesivi per la nostra immagine, ma il massimo si può raggiungere solo con la stupidità. Forza Italia, siamo vicini alla meta!
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Während
sich in Italien Berlusconi im staatlichen Fernsehsender RAI breit macht und
dabei Erklärungen, die an die Sowjetzeit erinnern, von sich gibt,
trägt seine Kulturpolitik ihre ersten (faulen) Früchte.
Der Fall, in den das Stuttgarter italienische Kulturinstitut (IIC) verwickelt ist, ist typisch und wird sicherlich leider nicht der einzige bleiben. Was ist passiert? Die Stadt Heidelberg wollte in diesem Jahr das jährlich stattfindende Theaterfestival mit dem Namen Stückemarkt mit einem italienischen Schwerpunkt durchführen und hatte daher Kontakt mit dem italienischen Kulturinstitut in Stuttgart aufgenommen. Das Institut hatte zunächst der Zusammenarbeit auch auf finanzieller Ebene zugestimmt. Nachdem es aber den Titel eines der Werke, das von den verantwortlichen kommunalen Theaterleuten ausgewählt worden war, erfahren hatte, hatte es seine Zusage zurückgenommen. Dem IIC Stuttgart zufolge schadet das Stück Giudici von Renato Gabrielli dem guten Ruf Italiens und würde von den offiziellen Vertretern Italiens nicht für gut geheißen werden, so daß sie sicherlich ihre (offizielle) Teilnahme an der Veranstaltung absagen würden. Neben dem genannten Renato Gabrielli wurde Giampaolo Spinato, Autor eines Stückes, das die Einleitung zu einer Debatte über das italienische Theater darstellen sollte, vom IIC Stuttgart zensiert. Ein solches Verhalten ist sicherlich keine gute Werbung für unser Land und schadet ohne Zweifel dem guten Ruf Italiens. Es liegt auf der Hand, daß eine solche Entscheidung auch dazu beiträgt, daß sich der Schwerpunkt der geplanten Debatte über das italienische Theater verschieben wird, und zwar auf Themen, die für unsere offiziellen Vertreter zweifellos noch kompromittierender sind als die zensierten Stücke. Die Tatsache, daß all das in Heidelberg geschah, einer Stadt, die mit einem internationalen Publikum rechnen kann und die man auch dort kennt, wo Deutschland insgesamt weniger bekannt ist, macht die Situation noch schlimmer und peinlicher. In anderen Worten: wir befinden uns in einer klassischen Situation des Eigentors. Was dem Ganzen noch einen komischen Aspekt, unter der Rubrik betrogen und geschlagen verleiht, ist der Beitrag eines privaten Sponsors. Dank seiner Finanzierung ist nun der geplante Ablauf des Programms gesichert und er wird einen kleinen wirtschaftlichen Vorteil davon haben, daß er italienische Kultur macht. Schlechte Politik, eine unfähige Regierung und alles was dazu gehört, sind zweifellos schädliche Einflüsse auf unser Image. Den Höhepunkt, allerdings, kann man nur durch Dummheit erreichen. Forza Italia wir nähern uns dem Ziel!
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