Intervista a Bruno Bruni
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a cura di Daniela Papenberg |
Deutsch von Stephanie Neu |
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settembre CONTRASTO ha fatto visita al pittore Bruno Bruni, il più
famoso artista italiano residente nella Germania del nord. Da questa intervista
emergono le sue impressioni, dopo tanti anni di immersione in una cultura
un po diversa.
Maestro, ci ha già accennato al telefono che non vuole parlare soltanto di arte... No, io parlo volentieri di arte, ma siccome per me larte fa parte della vita, volevo parlare della vita, della politica, di quello che succede in Italia e nel mondo. Non lo so nemmeno io cosa sia larte. Larte fa parte della vita, e la politica è ciò che dirige la vita. Conosce molti italiani ad Amburgo? Io sono arrivato ad Amburgo nel 60 come Gastarbeiter (lavoratore emigrato, n.d.R.), e adesso vivo di pittura. Ho molti amici tedeschi, ma conosco pochi italiani. In alcuni ristoranti di Amburgo ci sono amici miei, ma non è che faccio una vita molto fuori. Ho contatto anche con alcuni artisti italiani, ma non si parla mai di arte. Cè troppa concorrenza, sempre. Vivere di pittura è difficile, la torta è piccola. Oggi vive e lavora in un bellissimo studio a St. Pauli, già piscina pubblica, costruita nel 1870. Da quando ce lha? Credo dall83 o dall84. Negli ultimi anni era frequentata da poca gente perché qui vicino avevano costruito unaltra piscina più grande. È stata poi messa in vendita ma, abbandonata per due anni, era completamente distrutta. Quando lho comprata cera persino la neve qua dentro. Ho investito molto, ho levato tutte le cabine... La piscina cè ancora, si riconosce ancora. Le serve anche come show-room, ci sono un centinaio di opere qui dentro. Gli ultimi lavori che ho fatto sono la scultura di Europa con il toro e il quadro lì, dietro a lei, uno dei miei primi acquerelli. Come le pare? Brutto, bello, sanguinante? Veramente mi pare bellissimo. Al sangue non ho pensato. È un amarillis magenta... Ultimamente dipingo spesso i fiori. Per me non fa nessuna differenza se faccio una figura o un fiore, fanno parte della vita. Ma non lo prendo come fiore, è più un simbolo. Lo rendo diverso da comè, non voglio rifare un fiore. Quando faccio una figura, non voglio fare una figurina così ma una cosa espressiva. Anche un fiore può essere una cosa impegnata. In che senso? Da come si fa. Non voglio renderlo bello, voglio renderlo anche un po aggressivo. Lamarillis mi sembra un fiore carnoso, un fiore incredibile, un fiore di una bel-lez-za...! Vede, la mia non è unarte da museo. Alla gente piace quello che faccio, soprattutto alle donne. Ricevo due, tre lettere alla settimana di gente che mi vuole bene. Con i quadri che faccio colpisco le persone al cuore. I miei quadri sono di sentimento, di sensibilità, di realtà, non sono dei cruciverba. Non posso fare quadri astratti, anche politicamente non li farò mai, io sono contento che la gente capisca i miei quadri. A proposito politica, per molti anni è stato membro del partito comunista e ha fatto anche una serie su Che Guevara. È uno dei personaggi più importanti del secolo. Era un uomo completo, con ideali, un modello per i giovani. È stato leroe della mia gioventù, della giovane intellighenzia (ci sono anche i giovani idioti). Quattro o cinque anni fa hanno ritrovato i suoi resti. A quel punto sono andato con la mia famiglia a Cuba, da LAvana fino a Santa Chiara. Era una cosa emozionante. Ho molte fotografie sue, anche alcune ufficialmente non in vendita che ho comprato a Cuba. Ispirandomi a quelle foto ho fatto dieci, dodici disegni di Che Guevara morto. Lei deve conoscere il suo diario cubano, glielo presto... E cosa pensa della situazione politica in Europa, in Italia, oggi? Domenica prossima in Germania si va a votare, quali sono le Sue aspettative? Io credo e spero che vinca Schröder: è un grande personaggio, intelligente, fantastico, un genio della politica. Mica un buffone, non uno di destra come quelli che sono al Governo in tanti paesi europei. ... in diversi paesi del mondo ci sono stati fascismi: Spagna, Francia, Russia, Germania... Ha ragione. Una volta avevo un odio tremendo per i tedeschi, storicamente, per tutto quello che hanno fatto. Per me oggi la Germania a parte che è il paese più moderno dEuropa è il paese più civile che ci sia. Nonostante tutto quello che è successo nel passato, o meglio, grazie al passato, la gente ha capito. Se vado in Italia, invece, devo litigare continuamente. LItalia è il paese più bello del mondo, ma lo stanno rovinando. LItalia è oggi il terzo mondo, non siamo al livello europeo. Abbiamo parlato del passato e del presente. Quali sono i suoi progetti per il futuro? Il mio progetto è di sopravvivere e di riuscire a far fare una vita dignitosa ai miei figli. Voglio fare delle cose belle e nuove che mi interessano. Il mio punto focale è Amburgo, devo tantissimo a questa città. E questo qui, il mio studio, è il mio regno, la mia chiesa, dove mi confesso da solo, altro che col prete. La mia vita è qui, qui dentro. Signor Bruni, la ringraziamo per questo colloquio. |
Im
September besuchte CONTRASTO den Maler Bruno Bruni, den bekanntesten
italienischen Künstler in Norddeutschland. Er schildert in diesem Interview
seine Eindrücke, die er nach Jahren des Eintauchens in eine etwas andere
Kultur gewonnen hat.
Maestro, Sie haben bereits in unserem Telefongespräch angedeutet, dass Sie nicht nur über Kunst sprechen möchten... Nein, ich spreche gerne über Kunst, aber da für mich die Kunst zum Leben dazugehört, wollte ich über das Leben sprechen, über Politik, über das, was in Italien und in der Welt passiert. Auch ich weiß nicht, was Kunst ist. Die Kunst ist ein Teil des Lebens, und die Politik bestimmt das Leben. Kennen Sie viele Italiener in Hamburg? 1960 bin ich als Gastarbeiter nach Hamburg gekommen, und jetzt lebe ich von der Malerei.Ich habe viele deutsche Freunde, kenne jedoch wenige Italiener. In einigen Hamburger Restaurants arbeiten Freunde von mir, aber es ist nicht so, dass ich oft ausgehe. Ich habe auch Kontakt zu einigen italienischen Künstlern, aber wir sprechen nie über Kunst. Es gibt immer zuviel Konkurrenz. Es ist schwierig, von der Malerei zu leben, der Kuchen ist klein. Heute leben und arbeiten Sie in einem wunderschönen Studio in St. Pauli, einer ehemaligen öffentlichen Schwimmhalle aus dem Jahre 1870. Seit wann gehört es Ihnen? Ich glaube seit 1983 oder 1984. In den letzten Jahren war sie kaum besucht, weil hier in der Nähe eine andere, größere Schwimmhalle gebaut worden war. Sie wurde dann zum Verkauf angeboten, war aber völlig verfallen, weil sie zwei Jahre lang leergestanden hatte. Als ich sie gekauft habe, lag hier drinnen sogar Schnee. Ich habe viel investiert und erneuert, alle Umkleidekabinen herausgenommen... Die Schwimmhalle ist noch da, man erkennt sie noch wieder. Sie dient Ihnen auch als Show-Room, hier drinnen befinden sich rund hundert Werke. Die letzten Arbeiten, die ich gemacht habe, sind die Skulptur von Europa mit dem Stier und das Bild dort, hinter Ihnen, eines meiner ersten Aquarelle. Wie finden Sie es? Hässlich, schön, blutig? Um die Wahrheit zu sagen, ich finde es wunderbar. An Blut habe ich nicht gedacht. Es ist eine magentafarbene Amaryllis... In letzter Zeit male ich häufig Blumen. Für mich macht es keinen Unterschied, ob ich eine Figur oder eine Blume male, sie gehören zum Leben dazu. Aber ich sehe sie nicht als Blume, sie ist mehr ein Symbol. Ich stelle sie anders dar, als sie ist, ich will keine Blume abmalen. Wenn ich eine Figur mache, will ich nicht einfach ein x-beliebiges Figürchen machen, sondern etwas Ausdrucksstarkes. Auch eine Blume kann engagiert sein. Wie meinen Sie das? Es kommt darauf an, wie man es macht. Ich will sie nicht schön gestalten, sondern auch ein bisschen aggressiv. Die Amaryllis empfinde ich als fleischige Blume, als eine unglaubliche Blume, eine Blume von einer Schönheit... ! Sehen Sie, meine Kunst ist keine Museums-Kunst. Den Leuten gefällt, was ich mache, vor allem den Frauen. Ich erhalte pro Woche zwei, drei Briefe von Leuten, die mich gern haben. Mit den Bildern, die ich male, treffe ich die Leute ins Herz. Meine Bilder zeugen von Gefühl, von Empfindsamkeit, von Realität, sie sind keine Kreuzworträtsel. Ich kann keine abstrakten Bilder malen, auch aus politischen Gründen würde ich sie nie machen, ich bin zufrieden, dass die Menschen meine Bilder verstehen. A propos Politik, Sie waren über viele Jahre Mitglied der Kommunistischen Partei und haben auch eine Serie über Che Guevara gemacht. Er ist eine der wichtigsten Persönlichkeiten des Jahrhunderts. Er war eine vollkommene Persönlichkeit, mit Idealen, genau richtig für die Jugendlichen. Er war der Held meiner Jugend, der jungen Intelligenzija (es gibt auch die jugendlichen Idioten). Vor vier oder fünf Jahren wurden seine Überreste gefunden. Da bin ich mit meiner Familie nach Kuba gefahren, von Havanna bis Santa Chiara. Es war beeindruckend. Ich habe viele Fotografien von ihm, auch Fotografien, die offiziell nicht zum Verkauf stehen, ich habe sie auf Kuba gekauft. Inspiriert von diesen Fotos, habe ich zehn, zwölf Zeichnungen vom toten Che Guevara gemacht. Sie müssen sein kubanisches Tagebuch lesen, ich leihe es ihnen... Und was denken Sie über die heutige politische Situation in Europa, in Italien? Am kommenden Sonntag wird in Deutschland gewählt, was sind Ihre Erwartungen? Ich glaube und hoffe, dass Schröder gewinnt: Er ist eine große Persönlichkeit, intelligent, fantastisch, ein Politikgenie. Kein Clown und kein Rechter, wie sie zur Zeit in vielen Ländern Europas an der Macht sind... ... in verschiedenen Ländern der Erde hat es Faschismus gegeben: Spanien, Frankreich, Russland, Deutschland... Sie haben Recht. Früher empfand ich schrecklichen Hass auf die Deutschen, aus historischen Gründen, für all das, was sie getan haben. Heute ist Deutschland für mich abgesehen davon, dass es das modernste Land Europas ist das zivilste Land überhaupt. Trotz allem, was in der Vergangenheit passiert ist, oder besser, dank der Vergangenheit, haben die Menschen verstanden. Wenn ich dagegen nach Italien fahre, muss ich mich ständig streiten. Italien ist das schönste Land der Welt, aber man ist drauf und dran, es kaputtzumachen. Heute ist Italien Dritte Welt, wir sind nicht auf europäischem Niveau. Wir haben über die Vergangenheit und die Gegenwart gesprochen. Was sind Ihre Pläne für die Zukunft? Ich will überleben und meinen Kindern ein würdiges Leben ermöglichen. Ich möchte neue und schöne Dinge machen, die mich interessieren. Mein Bezugspunkt ist Hamburg, ich verdanke dieser Stadt sehr viel. Und dieses hier, mein Studio, ist mein Reich, meine Kirche, wo ich vor mir selbst die Beichte ablege, dazu brauche ich keinen Priester. Mein Leben ist hier, hier drinnen. Signor Bruni, vielen Dank für dieses Gespräch. |