Il bilinguismo come portavoce culturale

Heidi, deine Berge sind die monti

(Antwort auf die Frage: Wie geht das Lied von Heidi auf deutsch?)

 
di Katja Cantone
Deutsch von Katja Cantone
Parlando di bilinguismo infantile simultaneo, quando cioè un bambino apprende due lingue sin dalla nascita, ci si pone una serie di domande: è sbagliato o addirittura nocivo esporre i propri figli al bilinguismo, oppure è un elemento favorevole per lo sviluppo dei piccoli farli crescere apprendendo due lingue contemporaneamente? Riusciranno a tenere separate le due lingue o saranno condannati a una confusione mentale che potrebbe portare a un mancato o parziale apprendimento? Queste e altre domande sono il punto di partenza del progetto di ricerca “Bilinguismo in età infantile: italiano/tedesco e francese/tedesco in confronto”, il quale analizza lo sviluppo delle lingue in bambini bilingui. I dati provengono da bambini bilingui che crescono ad Amburgo.

La ricerca sul bilinguismo infantile si occupa in prima linea della separazione delle due lingue da parte del bambino. Nel caso qui trattato il bilingue cresce all’interno di una famiglia binazionale, e viene dunque esposto ad un bilinguismo familiare. I genitori, adottando la strategia “one person one language”, si rivolgono al piccolo ognuno nella sua madrelingua e scelgono una lingua (preferibilmente quella di minoranza) come lingua di famiglia. Fuori da questo contesto, invece, il bambino è confrontato con un mondo in gran parte monolingue. Questo porta a diversi tipi di interazione che influenzano la scelta della lingua: la situazione a due con la madre o col padre, il contesto familiare, l’asilo, ecc. Le norme concernenti il mischiare, il fenomeno di commutazione di codice (code-switching), cioè la capacità di usare due lingue all’interno di un contesto o di una frase, variano da famiglia a famiglia. Il modo in cui i genitori si comportano nei confronti del bambino è cruciale per la differenziazione delle lingue nell’uso da parte del bimbo stesso. È stato infatti mostrato che contesti bilingui potrebbero favorire il mischiare le lingue.

Secondo alcuni ricercatori all’inizio dell’apprendimento i bambini non sarebbero capaci di separare i sistemi linguistici e avrebbero invece un solo sistema comprendente i due lessici e le due grammatiche sino all’età di 2-3 anni circa. Soltanto a quest’età essi comincerebbero a separare le lingue, creando dunque due sistemi linguistici separati. La mancata separazione delle lingue è stata ormai ampiamente smentita da innumerevoli ricerche, che hanno mostrato che i bambini sono ben capaci di separare le lingue sin dall’inizio della produzione linguistica. L’ipotesi di ricerca del nostro progetto è che pur costatando la separazione delle lingue all’interno dell’individuo bilingue, è possibile rilevare un contatto fra esse che può portare una lingua ad influenzare l’altra nell’acquisizione di singole e specifiche strutture grammaticali. Alcuni dei temi ricercati sono: l’acquisizione dei pronomi in italiano (contrastando col tedesco), l’acquisizione degli articoli o del genere nelle due lingue, il fenomeno di commutazione di codice. In più, compariamo i dati con quelli di bimbi monolingui italiani e tedeschi.

Attualmente analizziamo otto bambini, le cui famiglie sono tutte binazionali, consistenti dunque in un genitore tedesco ed uno italiano. Nella maggior parte dei casi da noi seguiti, la mamma è italiana ed il papà tedesco. I bambini vengono filmati con una videocamera a partire dall’età di diciotto mesi circa fino ai cinque anni. Un parlante tedesco ed uno italiano vanno a casa dei bimbi due volte al mese, giocando con loro separatamente, creando così una parte tedesca ed una italiana secondo il modello “one person one language” consigliato ai genitori. Questo studio richiede disponibilità e disciplina sia da parte dei genitori, che mettono a disposizione figli e casa per più di 3 anni e garantiscono la regolarità degli incontri (fattore essenziale per la raccolta dei nostri dati), che da parte di noi ricercatrici, che entriamo a far parte del mondo dei bambini. Soprattutto l’interlocutore italiano diventa un riferimento importante, essendo una delle poche persone che parla l’italiano nel contesto tedesco in cui loro crescono, e perché – vivendo in Germania – rispecchia la situazione bilingue del bambino stesso. Le registrazioni filmate vengono poi trascritte ed analizzate. È di grande importanza, per i nostri studi e per la situazione in famiglia, che le due lingue vengano intese sia come metodo di comunicazione sia come fattore culturale. Libri, canzoni, visite in Italia ed incontri con bambini italiani, ma anche contatti con altre famiglie bilingui in Germania, sono fattori positivi e stimolanti. Grazie a questo progetto pensiamo di poter far crollare il mito del bilinguismo come fattore nocivo o confusionario, dimostrando scientificamente che per i bambini non è assolutamente un problema crescere bilingui. Speriamo inoltre di essere un piccolo contributo culturale in quest’Europa sempre più unita, mostrando le capacità dei piccoli portavoce biculturali. Sempre ricordandoci che questi bambini non sono metà italiani e metà tedeschi, ma sia italiani che tedeschi, dunque due in uno.

Wenn ein Kind zwei Sprachen von Geburt an erwirbt, spricht man vom simultanen Erstsprachenerwerb. Hierbei kommen viele Fragen auf: Ist es falsch oder gar schädlich, die eigenen Kinder dem Bilinguismus auszusetzen, oder ist es eine gute Sache für die Entwicklung der Kleinen, sie zweisprachig aufzuziehen? Werden sie es schaffen, die Sprachen zu trennen, oder werden sie zu einer mentalen Konfusion gezwungen, die letzten Endes dazu führen wird, die Sprachen nur halb oder gar nicht richtig zu erwerben? Diese und andere Fragen sind der Ausgangspunkt des Forschungsprojektes „Frühkindliche Zweisprachigkeit: Italienisch/Deutsch und Französisch/Deutsch im Vergleich“, das die Sprachentwicklung bei bilingualen Kindern untersucht. Die Daten stammen von bilingualen Kindern, die in Hamburg leben.

Die Forschung zum bilingualen Erstspracherwerb beschäftigt sich vorrangig mit der Trennung der beiden Sprachen beim Kind. Im hier behandelten Beispiel wächst das bilinguale Kind innerhalb einer binationalen Familie auf und ist somit einem familiären Bilingualismus ausgesetzt. Die Eltern folgen der Strategie „one person one language“ und sprechen mit dem Kind jeder in seiner Muttersprache. Sie entscheiden sich für eine der beiden Sprachen (nach Möglichkeit für die Minderheitensprache) als Familiensprache. Außerhalb dieses Kontextes ist das Kind überwiegend mit einer einsprachigen Welt konfrontiert. Dies führt zu unterschiedlichen Interaktionen, die die Wahl der Sprachen beeinflussen: Die Situation zu zweit mit Mutter oder Vater, die Familiensituation, der Kindergarten, usw. Die Regeln bezüglich des Mischens (Code-switching), also die Fähigkeit, zwei Sprachen eines Kontextes oder eines Satzes zu verwenden, variieren von Familie zu Familie. Die Art, wie Eltern sich dem Kind gegenüber verhalten, ist ausschlaggebend dafür, wie das Kind selbst die Sprachen im Gebrauch trennt. Es wurde gezeigt, dass bilinguale Kontexte mehr Code-switching erzeugen könnten.

Einige Forscher gehen davon aus, dass Kinder zu Beginn des Spracherwerbs nicht in der Lage sind, die beiden Sprachen zu trennen, sondern nur ein System haben, das zwei Lexika und zwei Grammatiken beinhaltet. Zwischen 2-3 Jahren sollen die Kinder beginnen, die Sprachen zu trennen und zwei Systeme aufzubauen. Diese Hypothese ist von vielen Forschern widerlegt worden, weil gezeigt werden konnte, dass Kinder sehr wohl dazu fähig sind, die Sprachen von Anfang an zu trennen. Unsere Projekthypothese ist, dass sich die zwei Sprachen trotz der Sprachentrennung innerhalb des bilingualen Individuums gegenseitig beeinflussen können. Einige der von uns untersuchten Gebiete sind: der Erwerb der Pronomina im Italienischen (kontrastierend mit dem Deutschen), der Erwerb von Artikeln und Genus, Code-switching. Weiterhin vergleichen wir unsere Daten mit denen von monolingualen italienischen und deutschen Kindern.

Zur Zeit untersuchen wir 8 Kinder, die alle aus binationalen Familien stammen. Bei den Familien ist in den meisten Fällen die Mutter Italienerin und der Vater Deutscher. Die Kinder werden mit einer Videokamera vom Alter von ca. 18 Monaten bis 5 Jahre aufgenommen. Ein deutscher und ein italienischer Interaktionspartner besuchen die Kleinen zu Hause und spielen getrennt mit ihnen, dem Prinzip „one person one language“ folgend. Diese Forschung setzt viel Bereitschaft voraus, sowohl von Seiten der Eltern, die Kinder und Haus über 3 Jahre zur Verfügung stellen und die Regelmäßigkeit der Aufnahmen garantieren (essentieller Faktor für unsere Forschung), als auch von Seiten der Forscherinnen, die zum festen Bestandteil im Leben der Kinder werden. Vor allem die italienischen Interaktionspartnerinnen sind wichtige Ansprechpersonen, weil sie zu den wenigen Menschen gehören, die in Deutschland italienisch sprechen, und weil sie, wie die Kleinen, in einer bilingualen Situation leben. Die Aufnahmen werden dann niedergeschrieben und analysiert. Es ist von großer Wichtigkeit für unsere Untersuchung und für die Familien, dass die Sprachen sowohl als Kommunikationsmethode als auch als kultureller Faktor interpretiert werden. Bücher, Lieder, Reisen nach Italien und Begegnungen mit italienischen Kindern, aber auch mit bilingualen Familien hier in Deutschland sind positive und anregende Mittel. Wir denken, dass wir mit diesem Projekt die Vorurteile gegenüber dem Bilinguismus ausräumen können, indem wir wissenschaftlich belegen, dass es Kindern keine Probleme bereitet, zweisprachig aufzuwachsen. Außerdem hoffen wir, einen kleinen kulturellen Beitrag für ein gemeinsames Europa beisteuern zu können, wenn wir zeigen, wie diese kleinen bikulturellen Sprachrohre aufwachsen. Denn eines müssen wir uns immer vor Augen halten: Diese Kinder sind nicht halbe Italiener und halbe Deutsche, sondern sie sind beides vollständig.


Il Progetto   -   Das Projekt

Il progetto, composto da studenti e dottorandi della facoltà di Romanistica dell’università di Amburgo e diretto dalla Dottoressa Natascha Müller, opera all’interno del Centro di Ricerca sul Plurilinguismo (Sonderforschungsbereich Mehrsprachigkeit). Il Centro consiste in 13 progetti che si occupano di aspetti linguistici nell’ambito del bilinguismo e del plurilinguismo e viene finanziato dalla Società Tedesca per la Ricerca (Deutsche Forschungsgemeinschaft- DFG). Indirizzo: Max-Brauer-Allee 60, 22765 Hamburg.

Tel. segreteria: 040 42838–6432, tel. progetto italiano E1 (Frühkindliche Zweisprachigkeit: Italienisch/Deutsch und Französisch/Deutsch im Vergleich): 040 42838-6889.

Das Projekt, unter der Leitung von Frau Doktor Natascha Müller, setzt sich zusammen aus Studenten und Doktoranden des Romanischen Seminars der Universität Hamburg. Wir arbeiten am Sonderforschungsbereich Mehrsprachigkeit. Der SFB, das insgesamt 13 Projekte umfasst, untersucht linguistische Aspekte von Zwei- und Mehrsprachigkeit, und wird von der Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) finanziert. Adresse: Max-Brauer-Allee 60, 22765 Hamburg. Tel.: 040 42838–6432, Unsere Tel.: 040 42838-6889.