Odissea di un futuro insegnante Eine Lehrerlotterie auf Italienisch |
di Barbara Muraca |
Deutsch von Regine Hartung |
| In
Germania è facile e proficuo diventare docente di scuola: si studia
auf Lehramt, si fa un bel Referendariat, si cerca un posto
di lavoro e si guadagnano un sacco di soldi. In Italia, invece, è
unavventura delicata e piena dimprevisti. Alla fine, chi è
sopravvissuto a paludi burocratiche, colpi bassi e spese astronomiche, ottiene
un posto fisso per la bellezza di circa 3 milioni lordi al mese.
Il primo passo è la laurea; una laurea qualsiasi, limportante è che nel Curriculum di studi sia prevista la combinazione di materie abbinata ad una cattedra e fissata per legge su tutto il suolo nazionale. Per esempio matematica e fisica o storia e filosofia o, ancora, italiano e latino. Tutte le altre combinazioni escludono dal diritto allinsegnamento. La legge fissa anche la quantità di corsi da sostenere per materia: ad esempio una laureata in matematica deve sostenere almeno 2 esami, su un totale di una quindicina, in fisica. Se la poverina preferisce la chimica deve rassegnarsi a non aver mai accesso al mondo scolastico. La legge non fa invece alcun accenno a corsi di pedagogia e didattica. Laurea in tasca, per un aspirante insegnante si aprono due vie: 1) Può iniziare a lavorare da precario, facendo supplenze a tempo determinato ovunque per raccogliere punti. È come un gioco a premi: chi fa più punti ha la possibilità, quando e se lo Stato lo decide, di vincere una cattedra. 2) Oppure può sperare che il governo indìca il famigerato Concorso pubblico per linsegnamento e ottenere, in caso di vittoria, tutti i punti necessari per avere un posto di lavoro fisso. Lindizione di un concorso è cosa rara, ma quando avviene è un gioco al massacro: migliaia di persone in delirio sperano di vincere e di uscire così dalla spirale della precarietà. Nellottobre 1999 si è aperta dopo dieci anni di attesa la sessione scritta dei concorsi per la scuola: tutte le materie, per tutti i livelli scolastici, in tutta Italia contemporaneamente. A partire da allora mezza Italia ha sostenuto la prova scritta, dopo odissee tra un ufficio pubblico e laltro per iscriversi e pagare le salate tasse richieste. Forse non tutti sanno che il nostro sistema scolastico risale allanno 1923 quando, in pieno fascismo, il ministro Gentile decise di creare unélite di intellettuali e stabilì che per la figura dinsegnante la competenza contenutistica era di gran lunga più importante di quella pedagogico-didattica. Da allora le scuole dItalia sono piene di docenti che non sanno chi era Piaget. Questa volta però, a sentire i giornali, tutto sarebbe stato diverso: a dispetto della mancata preparazione universitaria dei partecipanti in questo senso, il centro del concorso sarebbe stato laspetto didattico con lapplicazione concreta a situazioni di classe e non quello meramente nozionistico. Prontamente sono usciti titoli come, in filosofia, Il candidato illustri lo sviluppo del concetto di libertà da Socrate ad oggi, oppure, in psicologia Il candidato metta a confronto le teorie di comportamentisti e cognitivisti. Di didattica neppure lombra. 8 ore di tempo per svolgere il tema e 20 minuti per capire come imbustarlo in modo anonimo pena squalifica e sigillare la busta, infilandola poi in unaltra busta. E poi è iniziata lattesa. Sfibrante silenziosa ed eterna. Si sa con che lettera dellalfabeto inizieranno gli orali, ma non si sa quando. Lunica cosa certa è che i risultati degli scritti usciranno 20 giorni prima dellorale, ma in che mese o in che anno resta un enigma insolubile. I criteri sono oscuri. Alcuni esiti sono già disponibili, altri non ancora, secondo un sistema random che distrugge i nervi. Chi sopravvive alla prima selezione si trova confrontato con una commissione di insegnanti, svogliati e mal pagati, cui dimostrare di sapere tutto di tutto. Lunica cosa non necessaria, anche qui, è la competenza didattica. Importanti sono date, fatti, nomi. Quanti dispongono di una buona conoscenza mnemonica e poco critica hanno buone chance. Molti non studiano affatto e tentano la fortuna: si sa che gli italiani amano le lotterie e i giochi dazzardo. Dopo unulteriore attesa finalmente si decretano i vincitori. Tra quanti hanno superato il concorso soltanto i primi avranno diritto a scegliere una cattedra, fino ad esaurimento delle stesse. Tutti gli altri, un pezzo di carta in mano, torneranno alle supplenze e allincertezza. Se entro il prossimo concorso non avranno ottenuto un posto fisso dovranno ricominciare da capo, perché ogni nuovo concorso azzera i risultati dei precedenti, a meno che non si abbia già la cattedra. Così parteciperanno ancora al grande gioco, oppure tenteranno la sorte al Totocalcio: almeno lì si fa meno fatica e i costi sono decisamente più ridotti! |
In
Deutschland ist es ja ganz einfach, Lehrer in der Schule zu werden:
man studiert auf Lehramt, macht das Referendariat, sucht sich einen Arbeitsplatz
und dann verdient man viel Geld... In Italien ist es im Vergleich zu Deutschland
tatsächlich ein besonderes Abenteuer mit jeder Menge Unwägbarkeiten.
Wer schließlich den Bürokratie-Dschungel, die Tiefschläge
und astronomischen Ausgaben überwunden hat, erhält einen festen
Arbeitsplatz für das schöne Gehalt von monatlich 3.000,- DM brutto.
Der erste Schritt ist das Diplom irgendein Diplom: das Wichtigste ist, daß in der Studienordnung die Kombination zweier Fächer eines Lehrstuhls vorgesehen und gesetzlich im ganzen Land gültig ist, zum Beispiel Mathematik und Physik oder Geschichte und Philosophie oder auch Italienisch und Latein. Mit allen anderen Fächerkombinationen kann man nicht Schullehrer werden. Das Gesetz legt auch eine Anzahl der zu belegenden Kurse pro Fach fest: z.B. muß eine Diplom-Mathematikerin mindestens zwei von 15 Prüfungen in Physik ablegen. Wenn die Arme jedoch das Fach Chemie bevorzugt, so muß sie sich damit abfinden, daß sie niemals Zugang zur Schulwelt haben wird. Die Belegung von Kursen in Didaktik und Methodik sieht das Gesetz jedoch nicht vor. Das Diplom in der Tasche, öffnen sich für die zukünftige Lehrerin zwei Wege: 1) Sie kann damit beginnen als Honorarkraft zu arbeiten, indem sie überall befristete Vertretungen an Schulen übernimmt, um Punkte zu sammeln. Es ist dabei wie ein Glücksspiel: wer am meisten Punkte macht, hat die Möglichkeit wenn es der Staat entscheidet eine unbefristete Lehrerstelle in einer Schule zu erhalten. 2) Oder sie kann hoffen, daß der Staat den berühmt-berüchtigten Concorso pubblico per linsegnamento(1) (öffentliches Auswahl- und Prüfungsverfahren für die Lehre an Schulen) ausschreibt. Dann kann sie im Fall des Erfolges alle notwendigen Punkte für einen festen Arbeitsplatz erhalten. Die Ausschreibung des Concorso geschieht selten, aber wenn es so weit ist, wird es zu einem Massakerspiel: Tausende von Personen im Concorso-Wahn hoffen, ihn zu gewinnen, um der Spirale der Honorartätigkeit zu entfliehen. Im Oktober 1999 wurde nach 10 Jahren Wartezeit die schriftliche Prüfungszeit der Concorsi für die Schule eröffnet: für alle Fächer, für alle Schulstufen, in ganz Italien gleichzeitig. Seitdem hat halb Italien die schriftlichen Prüfungen abgelegt, nach Odysseen zwischen einem Amt und dem anderen, um sich einzuschreiben und die gepfefferten Prüfungsgebühren dafür zu bezahlen. Vielleicht wissen nicht alle, daß unser Schulsystem auf das Jahr 1923 zurückgeht, als in der Blütezeit des Faschismus der Minister Gentile beschloß, eine Intellektuellenelite zu kreieren und festlegte, daß für den Lehrberuf die fachliche Kompetenz entschieden wichtiger ist als die didaktisch-methodische. Seitdem sind die Schulen voll von Lehrern, die nicht wissen, wer Piaget war. Dieses Jahr sollte jedoch nach Angaben der Zeitungen alles ganz anders werden: Trotz der fehlenden universitären Vorbereitung der Concorso-Teilnehmer sollten die Schwerpunkte des Concorso nicht die Inhalte sein, sondern die methodischen Aspekte mit der konkreten Anwendung auf Klassensituationen. Dementsprechend wurden Aufgaben gestellt wie zum Beispiel die folgende in Philosophie : Beschreiben Sie das Freiheitskonzept von Sokrates bis heute oder in Psychologie Vergleichen Sie die Theorie der Verhaltenspsychologie mit jener der kognitiven Psychologie. Von Didaktik keine Spur! Acht Stunden Zeit hatte man, um sich seinem Thema in einem Aufsatz zu widmen und 20 Minuten, um zu verstehen, wie man es anonymisiert in den Briefumschlag steckt, der dann versiegelt und in einen weiteren Briefumschlag gesteckt wird. Und dann begann das große Warten. Entnervend still und ewig. Man weiß, mit welchem Buchstaben des Alphabets man bei den Nachnamen der Kandidaten für die mündliche Prüfung anfangen wird, aber man weiß nicht, wann. Das einzig Sichere ist, daß die Ergebnisse der schriftlichen Prüfungen 20 Tage vor den mündlichen Prüfungen bekannt gegeben werden in welchem Monat oder Jahr bleibt jedoch ein unlösbares Rätsel. Die Kriterien sind unklar. Einige Prüfungsergebnisse sind schon verfügbar, andere noch nicht. Es scheint dabei ein Zufallsgenerator zu wirken, der die Nerven blank legt. Wer die erste Hürde überwindet, findet sich mit einer Prüfungskommission konfrontiert, die aus unbeteiligten, schlecht bezahlten Lehrern besteht, und muß zeigen, daß er alles weiß. Wichtig sind Daten, Fakten und Namen. Wenn man ein gutes Gedächtnis hat und wenig Kritikvermögen, dann hat man die besten Chancen. Viele haben sich entschieden, nicht für diese Prüfung zu lernen, sondern das Glück herauszufordern: man weiß, daß die Italiener Wett- und Glücksspiele mögen. Nach dem letzten Warten werden endlich die Sieger verkündet. Wie viele auch immer die Prüfungen erfolgreich abgelegt haben nur die ersten auf der Liste haben das Recht, die freien Lehrerstellen auszuwählen. Wenn alle freien Lehrerstellen vergeben sind, werden die restlichen erfolgreichen Prüfungskandidaten mit einem Stück Papier in der Hand wieder zu ihren Vertretungen und ihrer unsicheren Lage zurückkehren. Sollten sie bis zum nächsten Concorso keine feste Stelle erhalten haben, können sie von vorne beginnen, weil jeder neue Concorso die Ergebnisse der vorherigen Concorsi annulliert, es sei denn, man hat schon eine Lehrerstelle. Auf diese Weise werden sie wieder beim großen Spiel mitmachen oder sie werden sich beim Toto/Lotto versuchen: dabei muß man sich wenigstens nicht so sehr anstrengen und die Kosten sind entschieden niedriger! _________________________ (1) Die Gewinner des Concorso erhalten nicht automatisch ihren Arbeitsplatz, sondern nur entsprechend ihrer erreichten Punktezahl - einen Platz auf einer Warteliste, die bei Personalbedarf in Anspruch genommen wird. Die Zahl der Bewerber ist in der Regel meistens erheblich höher als die der Arbeitsplätze.
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