Günter Grass «LAccademia di Stoccolma ha deciso di compiere scelte di sostanza e di premiare quelli che dimostrano autonomia e non approfittano dei posti di potere». (Dario Fo) |
von Joachim Gerdes |
Traduzione di Claudio Paroli |
| Günter
Grass, geboren 1927 in Danzig als Sohn einer polnischen Mutter und eines
deutschen Vaters, hat den letzten Literaturnobelpreis des Jahrhunderts erhalten,
was nicht nur in Deutschland allgemein als verdiente Würdigung eines
bedeutenden Schriftstellers anerkannt wurde. Der Generalsekretär der
Königlich-Schwedischen Akademie kommentierte: Es ist der letzte
Nobelpreis des Jahrtausends, und er ist einem Schriftsteller zuerkannt worden,
der sich besonders der Geschichte gewidmet hat. Grass selbst hatte
wohl nicht mehr mit der Auszeichnung gerechnet seiner rste
italienische Herausgeberin Inge Feltrinelli bekannte er 1992: Ich glaube nicht
daran. In Stockholm haben sie mich schon vergessen.
Nun hat man sich doch seiner erinnert, hat vielleicht auch bewußt das letzte Jahr des ausklingenden Jahrhunderts abgewartet, um zu einem derartig exponierten Zeitpunkt einen Schriftsteller ehren zu können, der nicht nur ein skeptisches, oft sarkastisches und provokantes Bild dieses vergangenen Jahrhunderts entwirft, sondern auch die Gefahren und Herausforderungen der Zukunft in teils apokalyptischen Visionen zum Thema macht. Angefangen mit der Großmutter Bronski, die auf dem heimatlichen kaschubischen Kartoffelacker Anfang des Jahrhunderts von ihrem Schicksal in Gestalt des Brandstifters Koljajcek in Grass Blechtrommel sprichwörtlich übermannt wird, nimmt der burleske, vitale und skurrile grass'sche Kosmos mit seinen überrealistisch-grotesken und doch zumeist die Welt des dumpfen deutschen Kleinbürgertums treffsicher bloßstellenden Helden seinen Lauf bis ans Ende des Jahrhunderts, das er in seinem jüngsten Werk Mein Jahrhundert noch einmal Revue passieren läßt. Bereits in seinem frühen und bis heute berühmtesten Roman Die Blechtrommel von 1959, der nach Erscheinen noch als pornographisch beschimpft wurde, heute hingegen zum Literaturkanon für Germanistikstudenten gehört, bedient sich Grass eines Kunstmittels einer Art Froschperspektive, das für seine desillusionierende Gesellschaftskritik charakteristisch bleiben wird. Oskar Matzerath, Held der Blechtrommel, beschließt mit drei Jahren, sein Wachstum abzubrechen; er betrachtet die Welt von nun an aus einer scheinbar naiven Kleinkindperspektive, jedoch gleichzeitig mit einem hintergründig-bösartigen Erwachsenenbewußtsein. Diese Welt ist die Welt der kleinbürgerlichen weimarer Gemütlichkeit, dann der Hitler-Diktatur, des Weltkriegs und schließlich der restaurativen bundesrepublikanischen Nachkriegszeit. Aus Oskars schonungsloser Sicht erscheinen Leidenschaft und Pathos der Erwachsenen und deren Wertewelt insgesamt lächerlich, bisweilen fragwürdig, aber immer in ihrer vermeintlichen Dramatik und ihrem oft pathetischen Ernst durch den kritischen Blick von schräg unten relativiert. Als Medium einer solchen enthüllenden Perspektive auf deutsche Gesellschaft und Geschichte dient später unter anderem die Rättin, Titelheldin eines Romans von 1986, der ein apokalyptisches Zukunftsszenario einer Nachatomkriegsära zeichnet. Erwähnt sei auch Grass vorletzter Roman, Ein weites Feld von 1998, der das letzte Kapitel der deutschen Geschichte dieses Jahrhunderts Wiedervereinigung und Folgezeit mit ungewöhnlich kritischen Augen sieht, und nicht nur auf politischer Ebene, sondern auch in den höheren Logen der Literaturkritik ein vernichtendes Echo hervorgerufen hat, das Grass vorübergehend enttäuscht zur Lyrik und Graphik zurückkehren ließ, mit denen er übrigens seine Künstlerkarriere Anfang der fünfziger Jahre begonnen hatte Grass ist nicht nur Literat, sondern auch begnadeter Graphiker und Bildhauer. Mittlerweile ist Gras(s) darüber (hinaus)gewachsen, und das umstrittene Werk vermittelt der Nachwelt zweifelsohne eine Sicht auf historische und menschliche Vorgänge, die von Geschichtsbüchern in dieser Weise nicht geboten wird. Grass, gewiß kein bequemer Zeitgenosse, der nie davor zurückschreckte, sich massiv in öffentliche Debatten, Politik und sogar Wahlkämpfe einzumischen, wird vom Literatur-Nobelpreisträger von 1997, dem Italiener Dario Fo mit folgenden Worten in den Kreis der Geehrten aufgenommen: Eine ungeheure Freude... Er ist ein Mensch, den ich bewundere... Sein Werk ist großartig... Europa ist wieder Hauptdarstellerin auf der Nobel-Bühne; und mit Europa die unangepaßte Linke, die manchem ein wenig auf den Sack geht: Heute Grass, letztes Jahr Saramago, im Jahr davor ich. Die Stockholmer Akademie hat beschlossen, Entscheidungen mit Substanz zu treffen, und diejenigen auszuzeichnen, die Eigenständigkeit beweisen und nicht von Machtpositionen profitieren. Aber Grass wäre nicht Grass, würde er sich selbstzufrieden zurücklehnen und nicht rastlos nach neuen Herausforderungen suchen: Wir brauchen mehr Visionen, wir brauchen eine neue Utopie, fordert er in einem Interview nach der Bekanntgabe der Stockholmer Entscheidung und kündigt an, einen Teil seines Preisgeldes den in Deutschland lebenden Sinti und Roma stiften zu wollen.
aus "Gleisdreieck"
Glück
Ein leerer Autobus stürzt durch die ausgesternte Nacht. Vielleicht singt sein Chauffeur und ist glücklich dabei.
Normandie
Die Bunker am Strand können ihren Beton nicht loswerden. Manchmal kommt ein halbtoter General und streichelt Schießscharten. Oder es wohnen Touristen für fünf verquälte Minuten - Wind, Sand, Papier und Urin: Immer ist Invasion.
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Günter
Grass, nato nel 1927 a Danzica da madre polacca e padre tedesco, è
stato premiato con lultimo Nobel per la Letteratura di questo secolo.
Unonorificenza ad un autore significativo che non solo in Germania
viene considerata del tutto meritata. Il Segretario generale dellAccademia
reale svedese ha commentato: «Questo è lultimo Premio Nobel
del secolo, e viene attribuito ad uno scrittore che si è dedicato
in modo particolare alla storia». Un Premio che neppure Grass stesso
immaginava più di ricevere, avendo dichiarato già nel 1992
alla sua prima editrice italiana Inge Feltrinelli: «Non ho speranze. A Stoccolma
mi hanno già dimenticato».
Ed ecco che invece ci si è ricordati di lui, e forse si è aspettato appositamente il finire del secolo per voler onorare proprio in questo anno uno scrittore che ha saputo non solo illustrarci il nostro tempo in modo scettico, spesso sarcastico e provocante, ma anche tematizzare in parte con visioni apocalittiche i pericoli e le sfide che il futuro ci riserva. Il cosmo burlesco, vitale e scurrile di Grass si estende in modo iperrealistico e grottesco fin dal Tamburo di latta, ambientato ad inizio secolo in cui sui campi di patate della Casciubia lincendiario Koljajcek mette letteralmente sottosopra il fato della nonna Bronski e coinvolge il mondo della cupa piccola borghesia tedesca, mettendone puntualmente a nudo i personaggi di fine secolo, ripassati in rassegna nella recentissima opera Il mio secolo. Già nel suo giovanile Tamburo di latta del 1959 il romanzo attualmente fra i più famosi di Grass che alla sua uscita fu bollato di pornografia ed oggi è invece considerato pietra miliare negli studi di Germanistica lautore si serve di un artificio, una specie di visione dal basso verso lalto, che resterà caratteristica nel suo modo disilluso di criticare la società. Alletà di tre anni Oskar Matzerath, il protagonista del Tamburo di latta, decide di non voler crescere più e da quel momento osserva il mondo dalla prospettiva apparentemente ingenua di bambino, ma contemporaneamente con una coscienza adulta dal fondo malvagio. Il mondo con cui si confronta è lagio piccolo borghese di Weimer, poi la dittatura di Hitler, il conflitto mondiale e per finire il dopoguerra della restaurata Repubblica Federale. Secondo il giudizio implacabile di Oskar le passioni, gli ideali e il pathos degli adulti sono in complesso ridicoli, talvolta discutibili, ma sempre relativizzati dallocchio critico dal basso nella loro presunta drammaticità e serietà spesso patetica. La Ratta, il romanzo uscito nel 1986 in cui Grass si figura uno scenario apocalittico dellera successiva ad un conflitto nucleare, si rivela anni dopo un altro strumento atto a svelare la società e la storia tedesca da tale prospettiva. Unopera che non va trascurata è Ein weites Feld, il penultimo romanzo uscito nel 1998: qui Grass giudica in modo estremamente critico lultimo capitolo della storia tedesca del secolo attuale, vale a dire la riunificazione e gli anni successivi. Un libro che ha riportato diverse stroncature, non solo a livello politico, ma anche nelle più alte sfere della critica letteraria. Grass, temporaneamente amareggiato, si è ributtato così sulla lirica e sulla grafica, con le quali aveva iniziato la sua carriera di artista. Grafica e scultura sono due campi in cui Grass, al di là della sua fama di letterato, mostra grande talento. Nel frattempo molta acqua è passata e quel romanzo assai discusso, senza ombra di dubbio, lascerà ai posteri un punto di vista su alcuni aspetti storici e umani che, in modo analogo, non sarà rintracciabile su nessun libro di storia. Günter Grass è indiscutibilmente un contemporaneo scomodo, che mai ha avuto timore di immischiarsi in dibattiti pubblici, in politica e persino in campagne elettorali. Dario Fo, premiato a sua volta nel 1997 con il Nobel per la Letteratura, ha commentato con queste parole l'annuncio del Premio a Grass: «Una gioia enorme... È un uomo che ammiro... La sua opera è grandiosa... LEuropa è tornata protagonista sulla ribalta del Nobel. E con lEuropa la Sinistra non allineata e un po rompipalle: oggi è Grass, lanno scorso Saramago, lanno prima io. LAccademia di Stoccolma ha deciso di compiere scelte di sostanza e di premiare quelli che dimostrano autonomia e non approfittano dei posti di potere». Ma Grass non sarebbe Grass se decidesse di riposare sugli allori e non fosse incessantemente alla ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere. «Luomo ha necessità di più ideali, di una nuova utopia», sostiene in unintervista rilasciata poco dopo il pronunciamento dellAccademia di Stoccolma. E immediatamente ha annunciato di voler elargire una parte del suo Premio alle minoranze Sinti e Rom che vivono in Germania.
da "Gleisdreieck" (Italiano di Peter Patti)
Felicità
Un autobus vuoto precipita nella notte ormai priva di stelle. Chissà, forse sta cantando lautista ed è felice nel farlo.
Normandia
I bunker sulla spiaggia non riescono a liberarsi del loro cemento. A volte viene un generale mezzo morto e ne accarezza le feritoie. Oppure vengono a dimorarvi turisti per un tormento di cinque minuti... Vento, sabbia, carta e urina: è ancora invasione. |