Das italienische Kulturinstitut

L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo: un pezzo d’Italia nel Nord dell’Europa

von  Daniela Papenberg
 
Italiano di Barbara Muraca
Endlich: Frisch renoviert fügt sich nun auch diese Gründerzeitvilla wieder in die Reihe ihrer vornehmen Nachbarinnen in der Hansastraße am Hamburger Rothenbaum ein. Das Schild an der Eingangstür „Consolato Generale d’Italia – Istituto di Cultura“ wird indes noch manchen verwirren. Wer mit seinem abgelaufenen Paß in der Hand hereinkommt, wird nach wie vor in die nahegelegene Feldbrunnenstraße zum Generalkonsulat weitergeleitet. Hier ist die Kulturabteilung des Italienischen Generalkonsulats Hamburg, die neben der Hansestadt auch Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Vorpommern und Bremen mit italienischer Kultur zu versorgen hat. Sie untersteht wie jenes dem Italienischen Außenministerium, und eine Reihe von Verwaltungsaufgaben werden über das Konsulat abgewickelt.

Was ist neu?

Seit Dr. Madina Fabris im Oktober 2000 den ebenfalls aus dem Veneto stammenden Dr. Sergio Scapin als Leiterin ablöste, hat sich auch drinnen eine Menge geändert. In einem der drei großen, bislang nur als Unterrichts- und Ausstellungsräume benutzten Säle im Erdgeschoß wurde ein caffè letterario eingerichtet. Hier steht ein Fernseher, der von früh bis spät Besucher des Instituts zur Betrachtung der Rai-Programme einlädt, und Prospekte italienischer Sprachkursanbieter von Como bis Palermo – nach wie vor vermitteln die Italienischen Kulturinstitute Stipendien für Sprachkurse in Italien – sowie die neuesten Ausgaben der Repubblica und des Espresso liegen zur Ansicht bereit. Das caffè dient als Ambiente für Gesprächsrunden, eine Dienstagsrunde über den italienischen Film hat sich bereits etabliert, eine neue zu aktuellen Themen aus Italien, ebenfalls in italienischer Sprache, startet im April. Das erste Konzert in diesen Räumen jedoch steht noch aus.

Im ersten Stock befinden sich weitere Unterrichtsräume und die Bibliothek. Hier können 12.000 Bücher und einige CD-Roms konsultiert werden – das gesamte Angebot von Biblio-, Media- und Videothek ist seit kurzem auch über die neu gestaltete Internetseite des Instituts www.iic-hamburg.de abrufbar). Mehrmals im Jahr finden hier auch die beliebten Begegnungen mit italienischen Autoren statt.

Von einer Art Miniwerkstatt neben der Bibliothek aus organisiert und betreut Francesca Farinella von den „Freunden des Italienischen Kulturinstituts e.V.“ die Italienisch-Sprachkurse für rund 500 studenti, die im Istituto durch italienische Muttersprachler von den sprachlichen Anfangsgründen bis zur Perfektion begleitet werden. Im zweiten Stock der schmucken Villa mahlen an fünf Tagen in der Woche (denn an so vielen ist das Institut von 9 bis 16.30 geöffnet) die Mühlen der Kulturinstitution, werden aus den per Post, Fax, Telefon oder e-mail täglich in großer Anzahl eingehenden Angeboten italienischer Musiker, Künstler, Wissenschaftler, Theaterensembles und Autoren handliche Veranstaltungen geplant, kalkuliert, beworben. Hier sind Buchhaltung, Sekretariat, Werbung, Presse und Organisation des Instituts untergebracht.

Das Istituto wird 50

„Einfach perfekt“, meint ein Absender des jüngst an alle Mitglieder und Freunde verteilten Fragebogens zur Qualität des Veranstaltungsprogramms. Andere finden, mehr Vorträge zur politischen Situation Italiens wären notwendig. Die Wünsche unserer Besucher werden uns anspornen, ihre Zufriedenheit wird uns beflügeln. Und wenn auch das Istituto den einen oder anderen Wunsch frei haben sollte, beispielsweise anläßlich seines 50jährigen Bestehens im kommenden Jahr: Eine Rücknahme der Budgetkürzung um 20 Prozent, die Anfang des vergangenen Jahres Realität geworden ist, stünde mit Sicherheit an oberster Stelle.

Finalmente! Rinnovata da poco, anche questa villa d’epoca si inserisce ora degnamente nella schiera di case signorili poste una accanto all’altra nella Hansastraße, nel quartiere Rothenbaum di Amburgo. L’insegna all’ingresso “Consolato Generale d’Italia – Istituto di Cultura” trarrà in inganno ancora diverse persone. Chi entra con il passaporto scaduto in mano viene inviato, oggi esattamente come nel passato, al Consolato Generale con sede nell’adiacente Feldbrunnenstraße. Nella Hansastraße si trova la sezione culturale del Consolato Generale d’Italia di Amburgo, che provvede alla cura del patrimonio culturale italiano non solo nella città anseatica, ma anche nei vicini Länder Schleswig-Holstein, Mecklenburg-Vorpommern e Bremen. La sua attività è soggetta al Ministero degli Esteri italiano, così come quella del Consolato inerente questioni amministrative di vario tipo.

Che c’è di nuovo?

Da quando nell’ottobre del 2000 la dottoressa Madina Fabris – di origine veneta come il predecessore Dr. Sergio Scapin – ha assunto la direzione dell’Istituto, diverse cose sono cambiate. In una delle tre grandi sale al piano terra, finora utilizzate per lezioni ed esposizioni, è stato creato il cosiddetto caffè letterario. Vi è stato installato un televisore che consente ai visitatori dell’istituto di seguire i programmi della RAI dal mattino alla sera e sono disponibili opuscoli di corsi di lingua organizzati in varie città italiane, da Como a Palermo – come in passato gli Istituti Italiani di Cultura offrono la loro assistenza nella richiesta di borse di studio per corsi di lingua in Italia – nonché le ultime edizioni di La Repubblica e L’Espresso. Il caffè si offre anche come luogo di riunione per conversazioni “a tema”: una di esse si svolge già il martedì e ha per oggetto il cinema italiano, mentre in aprile inizierà una nuova serie d’incontri, anch’essi in lingua originale, riguardanti temi di attualità italiana. Per il primo concerto che avrà luogo in queste sale è solo questione di giorni .

Al primo piano si trovano altre aule per l’insegnamento e la biblioteca. Qui si possono consultare circa 12.000 libri e alcuni CD-rom, mentre l’indice completo del materiale di biblioteca, mediateca e videoteca disponibile è da poco consultabile anche nel nuovo sito Internet www.iic-hamburg.de. Diverse volte nel corso dell’anno nella biblioteca si svolgono inoltre i tanto richiesti incontri con gli autori italiani.

La socia dell’associazione “Freunde des Italienischen Kulturinstituts” Francesca Farinella, in un miniufficio situato accanto alla biblioteca, organizza e cura corsi d’italiano per circa 500 studenti, che vengono tenuti nell’Istituto da insegnanti italiani madrelingua dal livello di base fino a quello di perfezionamento. Al secondo piano dell’elegante villa, i mulini dell’Istituto di cultura macinano per cinque giorni alla settimana (perché altrettanti sono i giorni di apertura, dalle 9.00 alle 16.30), pianificando, calcolando e promuovendo piccole e interessanti manifestazioni fra le numerose proposte che giungono giornalmente per posta, fax, telefono ed e-mail da musicisti, artisti, ricercatori, gruppi teatrali e autori italiani. In questo piano hanno sede anche gli uffici contabilità, segreteria, promozione, stampa e organizzazione dell’Istituto.

L’Istituto compie 50 anni

“Semplicemente perfetto”, è l’opinione di uno dei destinatari del questionario distribuito di recente a tutti i membri e amici dell’Istituto, riguardo alla qualità del programma delle manifestazioni. Altri pensano invece che sarebbero necessari maggiori dibattiti sulla situazione politica italiana. I desideri dei visitatori ci faranno senz’altro da sprone e poterli soddisfare ci metterà le ali ai piedi. E se mai l’Istituto potesse esprimere un desiderio, ad esempio per l’anno a venire in cui si celebrerà il suo Cinquantenario, metterebbe sicuramente al primo posto la revoca della decisione presa l’anno scorso di diminuirgli il budget del venti per cento.