Italia! Cinema! 2002 |
di Piero Spila |
| Per
il nuovo cinema italiano i segnali continuano ad essere incoraggianti. Da
una parte ci sono i film, dallaltra cè la risposta di
un pubblico meno disattento al cinema di qualità e non omologato.
Sono segnali incoraggianti perché dimostrano una linea di continuità
con lultima stagione. Ci sono poi da registrare le conferme di autori
classici come Ermanno Olmi, che con Il mestiere delle armi
mostra una voglia intatta di affrontare temi e linguaggi stilistici
nuovi; di autori più giovani come Ferzan Ozpetek (Le fate
ignoranti) e Guido Chiesa (Il partigiano Johnny), e addirittura
quasi esordienti, come Edoardo Winspeare (Sangue vivo) e Paolo Sorrentino
(Luomo in più).
Di certo il cinema italiano sembra aver superato una lunga stagione mediocre, autoreferenziale e minimalista e, sia pure con progetti estetici diversi e con difficoltà di mercato spesso insuperabili, i nuovi e vecchi autori riescono alla fine a tracciare una mappa di riferimento attendibile della situazione sociopolitica del paese. Soprattutto quando rappresentano i problemi dellattualità con i toni dello spaesamento e dellautoironia, del disagio e dellindeterminatezza. Cè lo spazio e la necessità per un cinema di testimonianza, attento a registrare i segnali, i sintomi e gli allarmi del presente. Un cinema che non insegue più le totalità e gli assoluti ma che riesce ad essere grande (e libero) anche nel piccolo a cui presta attenzione. Nellultimo biennio, in particolare, il cinema italiano sembra essere uscito da unimpasse allarmante. Il disegno di un paesaggio urbano inteso come scoperta di uomini e luoghi; la felice combinazione del drammatico e della commedia per osservare i nuovi e più rappresentativi fenomeni sociali; la cronaca di un passato prossimo vista non solo come insegnamento morale ma come pertinente lettura del presente; la sottolineatura di comportamenti umani tolleranti, di personaggi quotidiani pronti a mettersi in discussione. È una scelta di campo precisa, un modo di produzione che collega insieme, a livello di stile e linguaggio, la migliore commedia degli anni Sessanta (quella di Dino Risi e Mario Monicelli), figlia del neorealismo anche quando si sforza di ridere, e quella dei nostri anni, in cui la voglia di raccontare appare più controllata, costretta a cercare il proprio spazio nella descrizione fenomenologica degli scarti morali inattesi (penso in particolare ai film di Giuseppe Piccioni, Fuori dal mondo e Luce dei miei occhi), nella rappresentazione puntigliosa delle zone dombra (penso a film come Luomo in più di Paolo Sorrentino o Qui non è il paradiso di Gianluca Maria Tavarelli), nelle patologie di una società sviluppata e infelice (penso alla casalinga in fuga di Pane e tulipani di Silvio Soldini o ai bambini di Non è giusto di Antonella De Lillo o alle famiglie vittime del terremoto di Domani di Francesca Archibugi). È soprattutto in questa attenzione alla misura del quotidiano, al disagio e allincertezza sociali, alla difficoltà di fare bene il proprio dovere che il cinema italiano contemporaneo si ricollega alla lezione dei grandi maestri. Cinema civile, cinema di sentimenti, cinema di intervento, cinema di metafora. Presenze e segnali che dimostrano la vitalità del cinema italiano e la volontà di riannodare, almeno nei suoi momenti migliori, i fili di una grande tradizione. Guardando i film della piccola ma significativa selezione presentata ad Amburgo è possibile verificare almeno una cosa: che il cinema italiano, oggi, non ricomincia da zero. Sono film che pur appartenendo a generi narrativi e modelli linguistici molto distanti tra loro, sono però coerenti nella ricerca di dialogo con il pubblico e nella funzione più alta del cinema.
Nota: tutti i film in grassetto sono in programma nel Festival Italia! Cinema! 2002 (vedi sotto). |
Positive
Signale gibt es vom italienischen Film. Auf der einen Seite stehen Produktionen,
auf der anderen Seite gibt es wieder ein Publikum, das sich für
Qualitätsfilme jenseits des Mainstream interessiert. Dies ist um so
ermutigender, weil darin eine kontinuierliche Entwicklung des neuen italienischen
Films zu sehen ist. Außerdem bestätigen viele bekannte Regisseure
ihr Talent. So z.B. Ermanno Olmi, der sich mit Il mestiere delle armi
an neue Themen wagt und sich dabei mit verschiedenen stilistischen
Ansätzen auseinandersetzt. Ermutigend ist auch die Präsenz von
jüngeren Regisseuren wie Ferzan Ozpetek (Le fate ignoranti) oder
Guido Chiesa (Il partigiano Johnny), und sogar von Fast-Debütanten
wie Edoardo Winspeare (Sangue vivo) und Paolo Sorrentino
(Luomo in più).
Das italienische Kino scheint die lange Phase der Mittelmäßigkeit überwunden zu haben. Erfahrenen und jungen Regisseuren gelingt es trotz unterschiedlicher ästhetischer Ansprüche und oft unüberwindlichen Schwierigkeiten des Marktes die soziopolitische Situation unseres Landes in glaubwürdiger Form nachzuzeichnen. Vor allem, wenn sie aktuelle Probleme im Ton der Selbstironie behandeln. Es gibt aber durchaus auch Raum für das dokumentarische Kino, das die Zeichen, Symptome und Krisen der Gegenwart konstatiert. Ein Kino, das nicht länger große Weltentwürfe verfolgt, sondern seine Größe (und Freiheit) gerade im Umgang mit dem Unscheinbaren, dem Alltäglichen findet. Das italienische Kino hat sich in den vergangenen zwei Jahren aus einer gefährlichen Schieflage befreit. Die gelungene Kombination von dramatischen und komödiantischen Effekten, um neue soziale Phänomene zu beobachten; die Darstellung jüngster Vergangenheit, nicht mit dem moralischen Zeigefinger, sondern zum besseren Verstehen der Gegenwart; das Achtgeben auf menschlich tolerantes Verhalten, auf alltägliche Figuren, die bereit sind, sich selbst in Frage zu stellen. Aus allem ist ein Filmtypus hervorgegangen, der auf Stil- und Sprachebene an die Tradition der 60er Jahre (man denke etwa an die Filme von Dino Risi und Mario Monicelli) anknüpft und manchmal mit seiner prekären Heiterkeit an den Neorealismus erinnert. Aber heute geht es eher darum, einen eigenen Raum und eine eigene Sprache zu entwickeln, um z.B. moralisches Verhalten (Giuseppe Piccioni, Fuori dal mondo und Luce dei miei occhi), die detaillierte Darstellung von Grauzonen (Luomo in più von Paolo Sorrentino oder in Qui non è il paradiso von Gianluca Maria Tavarelli), oder die Leidensgeschichte einer zugleich modernen, aber unglücklichen Gesellschaft (Pane e tulipani von Silvio Soldini, Non è giusto von Antonella De Lillo, Domani von Francesca Archibugi) darzustellen. Das Analysieren und Beobachten des Alltags, der sozialen Unsicherheiten und Leiden, der Schwierigkeiten, den eigenen Aufgaben gerecht zu werden, dies ist es, was den italienischen Film von heute mit der Tradition der großen Vergangenheit und ihrer Protagonisten verbindet. Es ist engagiertes Kino, ein Kino der großen Gefühle und ein Kino der Metaphern. Es gibt eine Reihe von Anzeichen, die zeigen, daß das italienische Kino nach wie vor höchst vital ist, daß es in seinen starken Momenten den Bezug auf die große Tradition zu finden weiß. Betrachtet man die Filme der kleinen, aber aussagekräftigen Auswahl, die wir dieses Jahr in Hamburg präsentieren, ist eine Sache jedenfalls gewiß, daß der italienische Film heute nicht bei null beginnt. Es handelt sich um Filme, die bei allen erzählerischen und stilistischen Unterschieden, die sie von einander trennen, eines gemeinsam haben: Sie suchen den Dialog mit dem Publikum und sie sind der besten Tradition des italienischen Kinos treu geblieben.
Alle fettgedruckten Filme sind Programm von Italia! Cinema! 2002 (siehe unten). |
Italia! Cinema! 2002 Programma - Programm
zeise kinos
www.zeise.de 21.06. 20:00 Uhr Eröffnung mit: Qui non è il paradiso (Omengl.U) Gäste: Regisseur Gianluca Tavarelli, der italienische Generalkonsul und Kulturattachée 22.06. 17:30 Uhr Domenica - Domenica (Omengl.U) 20:00 Uhr Luce dei miei occhi - Funkelnde Augen (Omengl.U) Unser Gast: der Regisseur Giuseppe Piccioni 22:30 Uhr La rentrée - Das Come-Back (Omengl.U) 23.06. 15:00 Uhr Non è giusto - Es ist nicht fair (Omengl.U) 17:30 Uhr Luce dei miei occhi - Funkelnde Augen (Omdt.U) 20:00 Uhr Ribelli per caso - Die Rebellen vom Zimmer 104 (Omengl.U) 22:30 Uhr L'uomo in più - Ein Mann zuviel (Omengl.U) 24.06. 17:30 Uhr Domani - Der Tag danach (Omengl.U) 20:00 Uhr Il consiglio d'Egitto - Der Abbé als Fälscher (Omengl.U) 22:30 Uhr L'amore probabilmente - Liebe? Vielleicht! (Omengl.U) 25.06. 17:30 Uhr Domenica - Domenica (Omengl.U) 20:00 Uhr Il mestiere delle armi - Der Medici Krieger (ital. OF) 22:30 Uhr Qui non è il paradiso - Hier ist nicht das Paradies (Omengl.U) 26.06. 17:30 Uhr La rentrée - Das Come-Back (Omengl.U) 20:00 Uhr L'uomo in più - Ein Mann zuviel (Omengl.U) 22:30 Uhr Ribelli per caso - Die Rebellen vom Zimmer 104 (Omengl.U) 27.06. 17:30 Uhr Domani - Der Tag danach (Omengl.U) 20:00 Uhr Non è giusto - Es ist nicht fair (Omengl.U) 22:30 Uhr L'amore probabilmente - Liebe? Vielleicht! (Omengl.U) 28.06. 17:30 Uhr L'amore probabilmente - Liebe? Vielleicht! (Omengl.U) 20:00 Uhr Domani - Der Tag danach (Omengl.U) 22:30 Uhr La rentrée - Das Come-Back (Omengl.U) 29.06. 17:30 Uhr Luce dei miei occhi - Funkelnde Augen (Omengl.U) 20:00 Uhr Ribelli per caso - Die Rebellen vom Zimmer 104 (Omengl.U) 22:30 Uhr L'uomo in più - Ein Mann zuviel (Omengl.U) 30.07. 15:00 Uhr Domenica - Domenica (Omengl.U) 17:30 Uhr Il consiglio d'Egitto - Der Abbé als Fälscher (Omengl.U) 20:00 Uhr Brucio nel vento - Brenne im Wind (DF) 22:30 Uhr Qui non è il paradiso - Hier ist nicht das Paradies (Omengl.U) |