Il mestiere di scrivere Das erste Kapitel des Buches "Schreiben fürs Internet" |
di Luisa Carrada |
Deutsch von Roberta Schwarz |
| I
navigatori della prima ora sicuramente se ne ricordano. Allinizio era
solo la parola: fondi grigi, scritti fitti fitti invariabilmente in Times,
pagine lunghissime da scrollare come un rotolo senza fine, ogni tanto un
titolo più grande, una parola blu sottolineata, un vai
avanti, un clicca qui. Questa era Internet solo pochissimi
anni fa.
Internet è nata proprio come rete di documenti ipertestuali, ma noi scrittori stavamo ai margini. Cercavamo curiosi, leggevamo avidamente, ma Internet era il regno dei programmatori e degli informatici, i soli a conoscere risvolti e segreti dellHTML. Gli audaci che volevano pubblicare i loro testi dovevano invariabilmente passare per i grandi sacerdoti del computer. Poi è arrivata la grande ventata della grafica. Internet si è improvvisamente animata, i fondi grigi hanno lasciato il posto ai neri, ai blu, ai rossi, alle immagini, ai suoni, alle animazioni: i grafici hanno invaso la Rete, ne hanno fatto un bellissimo laboratorio di sperimentazione in cui le parole hanno rischiato però di sparire, risucchiate da fondi coloratissimi, in cui non si leggevano più, o penalizzate dagli infiniti tempi di caricamento delle pagine. Quando dagli Stati Uniti è risuonata anche da noi la nuova parola dordine Content is king!, noi scrittori abbiamo pensato che fosse finalmente arrivato il nostro momento. Abbiamo rovesciato sui nostri siti e su quelli delle nostre aziende tutti i testi che avevamo: newsletter, brochure di ogni tipo, presentazioni, cataloghi, bilanci annuali, ma anche i racconti inediti che tenevamo nel cassetto o il nostro curriculum. Limportante era esserci e informare. Ma le cose ancora non funzionavano. Se neanche noi avevamo la pazienza di leggere i nostri testi nel piccolo spazio dello schermo, come potevamo pretendere altrettanto dai nostri lettori, utenti, clienti? La consapevolezza che Internet è un medium tutto nuovo, che esige un nuovo stile e nuove regole di scrittura, si è fatta strada pian piano. Sì, perché Internet ogni tanto ci trae in inganno: a volte assomiglia a un libro, altre a un manifesto, altre a unenciclopedia, altre ancora a un vero e proprio spot. Eppure è diversa da tutti i media che lhanno preceduta e con i quali si appresta ora a convivere. Nonostante sulla Rete si comunichi soprattutto attraverso le parole, la scrittura è stata finora la vera Cenerentola di Internet, stretta da una parte dalla tecnologia, dallaltra dal predominio della grafica. Ma è una Cenerentola che sta facendo di tutto per lasciare il focolare ed entrare a testa alta nel gran ballo della comunicazione online. Deve solo superare qualche complesso e conoscere meglio sé stessa. I suoi complessi però non hanno senso: le parole sono sempre lelemento più importante di Internet. Sono soprattutto loro a trasmettere i contenuti. Persino i banner senza parole non funzionano. Quanto al conoscere meglio sé stessa, lobiettivo di questo libro è proprio condividere con i lettori le poche ma buone certezze che cominciamo oggi ad avere sulla scrittura online. Le ho maturate e raccolte in oltre due anni di intense letture e scritture sulla Rete. Il mio personale laboratorio di scrittura online lho creato da sola: un sito Internet (www.mestierediscrivere.com) dedicato alla scrittura professionale e alla scrittura online che è cresciuto di mese di mese con il contributo prezioso e quotidiano di tanti altri navigatori, come me alla ricerca dello stile del Web. Se le mie riflessioni prendono oggi la strada della carta stampata è per farle uscire dal laboratorio e consegnarle a uno strumento forse più statico, ma più pacato e più facile da consultare, soprattutto da parte di chi comincia ora a scrivere per Internet e non sa da dove cominciare. In queste pagine non troverete il segreto per diventare un copywriter del terzo millennio, né per pubblicare su Internet il grande romanzo che da anni tenete nel cassetto. Troverete invece delle idee e degli spunti di riflessione su come scrivere su questo nuovo medium, e dei consigli molto pratici su come farvi conoscere, leggere e trovare attraverso i vostri testi. Saper scrivere sulla Rete sta diventando infatti sempre più importante e urgente, e non solo per gli scrittori professionali, cui questo libro è più direttamente rivolto. Leuforia per la novità del mezzo sta passando, lattenzione si sposta sullo stile e sui contenuti. Contenuti che vanno comunicati con la massima velocità e chiarezza. Ma cè di più. Su Internet possiamo finalmente pubblicare tutti: senza cercarci un editore, senza tipografia, senza soldi, entro certi limiti persino senza censure. Non avremo più alibi. Farci conoscere sulla Rete dipenderà sempre di più soltanto dalle nostre buone idee, dai nostri contenuti, dalla qualità della nostra scrittura. Su Internet sei veramente ciò che scrivi. Puoi anche essere un copywriter che lavora da solo in una piccola isola in mezzo al mare, ma avere un sito più bello, interessante e famoso di quello di una grande multinazionale piena di soldi. Solo in virtù delle tue parole. Perché sono loro che viaggiano in bit. Che parlano di te e che ti rappresentano. |
Die
Surfer der ersten Stunde erinnern sich sicherlich noch daran. Am Anfang war
nur das Wort: ein grauer Hintergrund, dichteste Texte, eintönig in
Times geschrieben, ewiglange Seiten, die man ohne Ende
entlangscrollen konnte, manchmal ein etwas größerer Titel, ein
unterstrichenes Wort in blau, ein weiter und hier
klicken. Das war das Internet noch vor wenigen Jahren.
Internet war zwar erfunden worden, um Dokumente in Hypertext netzwerkartig zu verbreiten, aber wir Schreibenden blieben außen vor. Wir suchten neugierig, lasen gierig, aber Internet war das Königreich der Programmierer und Informatiker die einzigen, die alle geheimen Winkel des HTML kannten. Für die Mutigen, die ihre Texte im Internet veröffentlichen wollten, ging kein Weg an diesen Königen des Computers vorbei. Dann kam die große Welle der Grafik. Internet wurde plötzlich voller Animationen, der graue Hintergrund überließ seinen Platz den Farben, Bildern, Tönen und Animationen. Die Grafiker hatten das Netz eingenommen und hatten eine wunderschöne Experimentierstube daraus gemacht, in der jedoch die Wörter der Gefahr ausgesetzt waren zu verschwinden, von dem bunten Hintergrund aufgesaugt zu werden, nicht mehr gelesen zu werden oder von den unendlichen Ladezeiten bestraft zu werden. Als aus den Vereinigten Staaten endlich auch bei uns die Marschroute Content is king! wiederhallte, haben wir Schreibenden gedacht, daß endlich unser Moment gekommen sei. Wir haben auf unsere Webseiten und jene unserer Firmen alle Texte geladen, die wir hatten: Newsletter, Broschüren jeder Art, Präsentationen, Kataloge, Jahresbilanzen, aber auch die unveröffentlichen Erzählungen, die wir schon lange in der Schublade hatten oder unseren Lebenslauf. Das Wichtigste war damals: präsent zu sein und zu informieren. Aber auf diese Weise lief es noch nicht gut. Wenn nicht einmal wir die Geduld hatten, unsere Texte auf den kleinen Bildschirmen zu lesen, wie konnten wir das dann von unseren Lesern, Benutzern und Kunden verlangen? Das Bewußtsein, daß Internet ein ganz neues Medium ist, das eines neuen Stils und neuer Schreibregeln bedarf, setzte sich nur langsam durch. Denn manchmal legt uns Internet hinein: zuweilen ähnelt es einem Buch, dann einem Manifest, einer Enzyklopädie oder gar einem Spot. Und dennoch unterscheidet es sich von allen Medien, die ihm vorangingen und mit denen es nun zusammen existiert. Obwohl im Netz hauptsächlich sprachlich kommuniziert wird, ist das Schreiben bisher ein wahres Aschenputtel im Internet geblieben, das einerseits von der Technik andererseits von der Vorherrschaft der Grafik unterdrückt wurde. Aber es ist ein Aschenputtel, das alles tut, um den häuslichen Herd zu verlassen und mit erhobenem Haupte zum großen Ball der Online-Kommunikation zu gelangen. Es muß nur einige Minderwertigkeitskomplexe überwinden und sich besser selbst kennen lernen. Seine Komplexe sind jedoch unbegründet, denn die Sprache ist immer noch das wichtigste Element im Internet. Sie ist es, durch die hauptsächlich Inhalte vermittelt werden. Sogar die Banner können ohne Sprache nicht funktionieren. Mein Buch zielt darauf ab, die wenigen aber guten Sicherheiten, die wir heute über das Online-Schreiben haben, mit den Lesern zu teilen. Ich habe sie in einem Zeitraum von mehr als zwei Jahren intensiven Lesens und Schreibens im Netz gesammelt und entwickelt. Mein persönliches Online-Schreibatelier habe ich allein entwickelt. Es ist eine Internetseite (www.mestierediscrivere.com), die dem professionellen Schreiben und dem Online-Schreiben gewidmet ist. Sie entstand Monat für Monat mit dem wertvollen und täglichen Beiträgen anderer Surfer, die wie ich auf der Suche nach dem Web-Stil sind. Wenn meine Überlegungen heute den Weg auf gedrucktem Papier nehmen, so ist der Grund, daß sie aus dem Atelier heraus auf ein vielleicht statischeres, aber auch ruhigeres Medium gelangen sollen. Es ist einfacher, es zu benutzen, vor allem für diejenigen, die gerade damit beginnen, im Internet zu schreiben und noch nicht wissen, wo sie anfangen sollen. Auf diesen Seiten finden Sie nicht das Geheimnis, wie man Copywriter des dritten Jahrtausends wird, auch nicht wie man im Internet einen großen Roman veröffentlicht, den man seit Jahren in der Schublade hat. Sie werden jedoch Ideen und Anregungen finden, wie man mit diesem neuen Medium schreiben kann und praktische Hinweise, wie Sie durch das Lesen und Finden Ihrer Texte bekannt werden. Zu wissen, wie man im Netz schreiben kann, wird immer wichtiger und notwendiger, nicht für die professionellen Schreibenden, an die sich dieses Buch vornehmlich wendet. Die Euphorie für die Neuheit des Mediums ist vorbei, nun verschiebt sich die Aufmerksamkeit auf den Stil und die Inhalte. Inhalte, die mit höchster Geschwindigkeit und Klarheit kommuniziert werden müssen. Aber da ist noch mehr. Im Internet können endlich alle veröffentlichen: ohne einen Verleger zu suchen, ohne zu drucken, ohne finanzielle Kosten, in einem gewissen Rahmen sogar fast ohne Zensur. Wir haben keine Ausreden mehr: Um im Netz bekannt zu werden, hängt nunmehr nur noch von unseren guten Ideen, unseren Inhalten und der Qualität unserer Werke ab. Im Internet bist du, was du schreibst. Man kann ein Copywriter sein, der auf einer kleinen Insel mitten im Meer arbeitet, aber eine schönere, interessantere und berühmtere Webseite haben als eine multinationale stinkreiche Firma. Nur aufgrund der eigenen Sprache. Denn sie ist, die in Bits herumreist und von einem spricht und einen darstellt. |