Italiani nel mondo... a Roma

Von 13. bis 16. Dezember findet in Rom die erste Konferenz der Italiener in der Welt statt

 
di Claudio Paroli
Deutsch von Achim Leoni
Organizzata per comprendere meglio i rapidi cambiamenti culturali e le profonde trasformazioni sociali che hanno caratterizzato l’ultimo decennio dell’emigrazione italiana, la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo che avrà luogo a Roma sarà senza dubbio un’occasione storica. Essa permetterà di affrontare le problematiche sociali, culturali, informative e strutturali delle nostre collettività all’estero. È prevista la partecipazione di mille delegati e di duemila ospiti, tra cui anche uomini di governo di Paesi esteri di origine italiana.

Con l’obiettivo di preparare questa Conferenza, il 15 settembre scorso il Console Generale di Amburgo dottor Massimo Bernardinelli ha voluto incontrare i rappresentanti delle diverse realtà italiane della circoscrizione nord-Germania. Fra questi si annoverano il presidente del COMITES, i presidenti delle associazioni e i responsabili di patronati ed enti gestori.

I temi all’ordine del giorno erano:

1) integrazione e promozione sociale: l’apporto delle comunità italiane nelle società di accoglimento;

2) partecipazione e diritti politici;

3) identità, cultura e valorizzazione del patrimonio socio-culturale di origine;

4) tutele e assistenza;

5) i giovani e le donne nella realtà delle comunità all’estero.

Il Console, introducendo il dibattito, ha spiegato con cura e per esteso il senso generale della Conferenza di Roma e i rischi che diventi unicamente un megashow. Per tale motivo, a suo – ed anche a nostro – parere, è essenziale presentare alla conferenza tutte le problematiche in modo estremamente concreto e dettagliato, nella speranza di stimolarne la soluzione.

Ha quindi parlato il vicepresidente del Sindacato Pensionati Italiani CGIL Francesco Piu che ha sottolineato l’importanza di non dimenticare gli anziani nel quinto punto all’ordine del giorno. Con molta convinzione e raccogliendo l’approvazione degli invitati, ha sottolineato la debolezza assoluta degli anziani nella società, debolezza che in un paese straniero può assumere caratteri di tragedia sociale. Sono quindi seguiti pochi interventi piuttosto brevi, e chi ha mostrato la maggiore chiarezza propositiva – a nostro parere – è stato Giuseppe Pappagallo, responsabile del Patronato INCA in Germania, di cui riportiamo alcuni passaggi significativi:

«[...] Auspicherei perlomeno che questa Conferenza stabilisse delle regole di comportamento civile per gli italiani che risiedono all’estero, fra cui tre sono fondamentali: la prima dovrebbe stabilire la divisione fra rappresentanze e pubblici servizi. In tutto il mondo i fondi pubblici vengono utilizzati nel bene e nel male per creare delle forme di rappresentanza, innanzitutto politica [...] quelli che non hanno utilizzato i fondi, li rivendicano per poter creare delle vere e proprie rappresentanze politiche. Non è ammissibile che chi fa un servizio con i soldi pubblici possa allo stesso tempo utilizzarli per creare consensi e rappresentanza politica [...] Secondo punto: la rete consolare di questo paese è una tragedia, e questo lo dice lo stesso Ambasciatore [...] la Germania è l’unico paese dove l’immigrazione italiana cresce: 80.000 nuovi arrivi negli ultimi tre anni [...] quindi si pone il problema della ristrutturazione della rete consolare [...] La terza questione è che, allo stesso modo in cui noi rivendichiamo diritti nei confronti dei tedeschi, dobbiamo stabilire dei parametri e degli strumenti affinché l’italiano possa rivendicare gli stessi diritti anche nei confronti dell’Amministrazione pubblica italiana. Non è possibile che sul fronte dell’assistenza, della tutela, eccetera il Consolato abbia una funzione discrezionale che applica nei confronti del cittadino. Le risorse dell’assistenza sono un compito istituzionale del Consolato ed esse non possono essere delegate [...] Il cittadino deve avere gli strumenti per fare ricorso nelle forme utili, al fine di rivendicare dei diritti se questi sono stati lesi. Queste tre questioni sono fondamentali e potrebbero già dare un contributo per mettere in ordine alcune realtà che sono fortemente contraddittorie [...]».

Gli italiani all’estero, ottenuto il diritto di voto alle elezioni italiane, sono diventati senza ombra di dubbio un soggetto politico. Speriamo vivamente che la Conferenza di Roma sappia sciogliere almeno alcuni dei nodi concreti che riguardano gli italiani nei 5 continenti e che essa funga da trampolino per ulteriori incontri internazionali specifici su tematiche predefinite. Con i mezzi di comunicazione attuali, inclusa Internet, l’emigrato ha in mano mille possibilità per non sentirsi più isolato. Sta a noi, nel piccolo delle nostre realtà locali, offrirgli nel futuro il maggior numero di opportunità fra cui scegliere.

Die erste Konferenz der Italiener in der Welt, die in Rom stattfinden wird, birgt zweifelsohne eine historische Chance. Ziel ist es, den fortschreitenden kulturellen Wandel und die sozialen Veränderungen verstehen zu helfen, die das letzte Jahrzehnt der italienischen Emigration kennzeichnen. Die Konferenz ermöglicht es, sich mit den gesellschaftlichen, kulturellen, strukturellen und Informationsproblemen unserer Gemeinden im Ausland auseinander zu setzen. Erwartet werden 1000 Delegierte und 2000 Gäste, zu denen auch italienischstämmige Regierungsvertreter ausländischer Staaten gehören werden.

Um diese Konferenz vorzubereiten, traf Hamburgs Generalkonsul Dr. Massimo Bernardinelli am 15. September mit Vertretern italienischer Organisationen in Norddeutschland zusammen, darunter der Vorsitzende des COMITES, die Vereinspräsidenten und die Verantwortlichen von Hilfswerken und Unternehmensverbänden.

Die Tagesordnung sah folgende Punkte vor:

1. Integration und soziale Förderung: Der Beitrag der italienischen Gemeinden in den Gesellschaften der Aufnahmeländer;

2. Partizipation und politische Rechte;

3. Identität, Kultur und Erschließung des soziokulturellen Erbes des Ursprungslandes;

4. Rechtsschutz und Fürsorge;

5. Jugendliche und Frauen in den italienischen Gemeinden im Ausland.

In seinem einführenden Beitrag erläuterte der Konsul sorgfältig und ausführlich den Anspruch der Konferenz von Rom und räumte die Gefahr ein, daß die Veranstaltung zu einer einzigen Megashow gerät. Aus diesem Grund scheint es ihm – und auch uns – notwendig, der Konferenz alle Probleme konkret und detailliert darzulegen in der Hoffnung, Anregungen für mögliche Lösungen zu bekommen.

Im darauf folgenden Redebeitrag unterstrich der Vizepräsident der italienischen Rentnergewerkschaft CGIL, Francesco Piu, daß man hinsichtlich Punkt fünf der Tagesordnung die Rolle der Älteren nicht außer Acht lassen dürfe. Mit großer Überzeugung und unter Zustimmung der Teilnehmer führte Piu die Gebrechen der Älteren aus – Gebrechen, die sich im Ausland zu sozialen Tragödien auswachsen können. Es folgten einige kurze Diskussionsbeiträge, wobei nach unserer Auffassung Giuseppe Pappagallo, Verantwortlicher des Hilfswerks INCA in Deutschland, die konstruktivsten Vorschläge einbrachte.

Hier seine zentralen Aussagen: „Das Mindeste, was ich mir von dieser Konferenz verspreche, ist, daß sie Regeln des Zivilverhaltens für die Italiener im Ausland aufstellt, von denen drei grundlegend sind. Die erste müßte festschreiben, daß Vertretungen einerseits und öffentliche Dienste andererseits zu trennen sind. Weltweit werden öffentliche Gelder im Guten wie im Schlechten genutzt, um bestimmte Formen von – vor allem politischen – Vertretungen einzurichten. (…) Diejenigen, die keine öffentlichen Gelder genutzt haben, beanspruchen sie, um eigene politische Vertretungen zu schaffen. Es ist nicht hinnehmbar, daß öffentliche Gelder für Dienstleistungen zugleich genutzt werden, um Einvernehmen und politische Vertretungen herzustellen. (…) Zweitens: Das Konsulatsnetz in diesem Land, und das hat der Botschafter selbst eingeräumt, ist eine Katastrophe. Deutschland ist das einzige Land, in dem die italienische Einwanderung ansteigt – allein in den letzten drei Jahren gab es 80.000 Neuankömmlinge. (…) Daher stellt sich das Problem der Neustrukturierung des Konsulatsnetzes. (…) Drittens: So wie wir gegenüber den Deutschen Rechte geltend machen, müssen wir auch Parameter und Instrumente schaffen, damit die Italiener dieselben Rechte auch gegenüber der öffentlichen Verwaltung Italiens geltend machen können. Es kann nicht sein, daß das Konsulat hinsichtlich Rechtsschutz, Fürsorge usw. eine Verfügungsgewalt besitzt, die sie gegenüber dem Bürger wahrnimmt. Die Mittel zur Unterstützung bereitzustellen ist eine elementare Aufgabe des Konsulats, die nicht übertragen werden kann. (…) Der Bürger muß die Möglichkeit besitzen, in Berufung zu gehen, um seine Rechte geltend zu machen, sofern diese verletzt worden sind. Diese drei Fragen sind grundlegend und könnten bereits einen Beitrag leisten, um einige Widersprüchlichkeiten auszuräumen. (…)

Seitdem die Italiener im Ausland das Wahlrecht für Italien bekommen haben, sind sie fraglos auch ein Thema der Politik geworden. Hoffen wir, daß die Konferenz von Rom wenigstens einige der handfesten Verwicklungen auflösen kann, die die Italiener auf allen fünf Kontinenten betreffen, und daß sie als Anstoß für weitere internationale Treffen zu im Voraus festgelegten Themen dient. Mit den gegenwärtigen Kommunikationsmitteln inklusive Internet haben die Emigranten Tausende von Möglichkeiten zur Hand, um das Gefühl der Isolation zu zerstreuen. Es liegt an uns, ihnen in unserem kleinen lokalen Rahmen künftig mehr Möglichkeiten anzubieten, aus denen sie auswählen können.