Elezioni nero pece
Die Ergebnisse der politischen Wahl vom vergangenen Mai in Italien stellen ein riesiges Risikopotential dar |
di Claudio Paroli |
Deutsch von Melly Lill |
| Il
13 maggio 2001 è il giorno più nero della storia della Repubblica
italiana dal 1948. Nero come la pece, in ogni senso. Per la seconda volta
(errare humanum est,... e... come fa il seguito?*) molti italiani
hanno preso la decisione di lasciare mano libera a un uomo che si autoproclama
il migliore, gli hanno consegnato il Paese. Ora ha cinque anni
di tempo per consolidare il suo strapotere mediale e per far fiorire i suoi
affari. Uno scandalo senza paragoni agli occhi di tutto il mondo. Questi
elettori non hanno capito o non hanno voluto capire nulla della storia
dItalia: dei sette mesi del suo governo nel 1994 non hanno capito un
bel niente e probabilmente ancora meno del periodo anteguerra. I suoi elettori
affascinati, come scriveva Umberto Eco una settimana prima del
voto (che sono almeno in rapporto di due a uno rispetto agli elettori di
destra che Eco definisce convinti) hanno la stessa fiducia cieca
e ingenua che gli analfabeti degli anni Venti hanno avuto per Mussolini.
Elettori ignoranti, avrebbe anche potuto semplificare Eco. Oggi
questi itagliani, in verità, sanno leggere e scrivere,
ma non lo fanno. A che serve che persino il conservatore Corriere della
Sera e quasi tutti i giornali del mondo ad eccezione di Time e
Le Figaro abbiano ammonito con chiarezza sui pericoli per il Paese
che questuomo comporta, se la gente semplicemente non li legge? Gli
elettori da lui affascinati non hanno bisogno di giornali, per
loro è del tutto sufficiente un canale televisivo (dei tre che
appartengono al migliore) sullo sfondo, acceso ininterrottamente
dalla mattina alla sera, che fornisce le giuste informazioni
ma soprattutto allegria: colori variopinti, musica squillante, tette al vento,
vincite miliardarie per tutti, finalmente un mondo migliore e spensierato.
«Allo stesso modo in cui lui ha avuto successo negli affari,
saprà far fiorire il nostro Paese», è la frase standard.
Applaudiamo!
Sia ben inteso che la democrazia in un paese comporta ovviamente il diritto di ognuno di votare a destra, a sinistra, viola, blu o secondo le proprie indiscutibili convinzioni. non però luomo più ricco del paese, uno che controlla finanziariamente, e non solo, già mezza Italia! Se i governi precedenti sono stati così stupidi da non promulgare una legge che impedisca ad un uomo del genere di diventare Presidente del Consiglio (in altri paesi unovvietà), almeno gli elettori avrebbero dovuto tenere gli occhi aperti, persino contro le loro convinzioni liberali di destra. Un paio danni fa alcuni politici hanno affermato che lItalia era diventata finalmente un paese normale. Si sono portati a termine i cinque anni della legislatura quale meraviglia! e sono stati realizzati progressi che prima nel Paese erano assolutamente inimmaginabili. Purtroppo ora si ha la netta sensazione, che più di normalità si trattasse di una eccezione, verificatasi solo perché alcune menti scaltre, mediante coalizioni, avevano saputo sfruttare rapidamente e ottimamente il nuovo sistema elettorale. Questa volta, invece, i non troppo scaltri Di Pietro e Bertinotti hanno preferito contare le pecore del proprio ovile, regalando di fatto lItalia alle destre (il centro-sinistra non compatto, sorprendentemente, ha ottenuto in assoluto 1,6 milioni di voti in più rispetto al 1996: una magra consolazione). Il breve periodo in cui un italiano poteva camminare a testa alta è finito, di un tale sfacelo ci si può solo vergognare. Il migliore inizierà presto a darsi da fare e ovviamente verrà in visita in tutta Europa: se solo ci ricordiamo che allestero, nel 1994, persino lentourage di Kohl si sbellicava dalle risate per le sue affermazioni, dovrebbe essere chiaro ciò che ci aspetta.
Periodi tristi si trovano nella storia di ogni paese, ma in quegli anni bui,
perlopiù, sono sorte anche meravigliose controreazioni. Occorre solo
trovare il coraggio di non cadere nellapatia politica, di combattere
con rinnovato vigore listupidimento generalizzato e di mettere insieme
tutte le energie per nuove iniziative. È necessario molto impegno
affinché la maggioranza degli italiani, cioè quelli che hanno
del sale in zucca, non si assopiscano completamente. Altrimenti saremmo costretti
ad attendere che la tecnologia genetica, con la manipolazione degli embrioni,
faccia mettere al mondo solo degli intelligenti: come farebbe il
migliore a raccogliere i suoi voti
affascinati? |
Dreizehnter
Mai 2001: Der schwärzeste Tag in der Geschichte der italienischen Republik
seit 1948, rabenschwarz in jedem Sinne. Viele Italiener haben sich entschieden,
zum zweiten Mal (errare humanum est,... aber... wer kennt die
Fortsetzung?*) einem Mann freie Hand zu lassen, der sich selbst der
Beste nennt. Sie haben ihm das Land übergeben, er hat nun fünf
Jahre Zeit, seine mediale Macht zu festigen und seine Geschäfte florieren
zu lassen. Eine Schande ohnegleichen in den Augen der ganzen Welt. Diese
Wähler haben nichts aus der Geschichte Italiens gelernt, oder lernen
wollen: Aus den 7 Monaten seiner Regierungszeit im Jahr 1994 haben sie
überhaupt nichts verstanden und aus der Vorkriegszeit wahrscheinlich
umso weniger. Die von ihm faszinierten Wähler, wie Umberto
Eco eine Woche vor der Wahl schrieb (die mindestens im Verhältnis zwei
zu eins zu den von Eco genannten überzeugten Wählern
des rechten Lagers stehen), haben das gleiche naive und blinde Vertrauen,
wie die Analphabeten der 20er Jahre zu Mussolini. Als Ignorante
Wähler hätte Eco sie auch bezeichnen können. Heute können
diese Italiener zwar lesen und schreiben, sie tun es aber nicht. Was nutzt
es, daß selbst der konservative Corriere della Sera oder fast
alle wichtigen Zeitungen der Welt, mit Ausnahme von Time und Le
Figaro, deutlich gewarnt haben, welche Gefahr dieser Mann für das
Land darstellt, wenn die Leute einfach keine Zeitung lesen? Die von ihm
faszinierten Wähler brauchen keine Zeitungen, ihnen reicht
vollkommen ein Fernsehkanal (von den dreien, die dem Besten
gehören), der von morgens bis abends ununterbrochen im Hintergrund
läuft. Der liefert schon die richtigen Informationen, aber
vor allem Fröhlichkeit: bunte Farben, schrille Musik, pralle Busen,
Milliarden-Gewinne für alle, endlich eine bessere, gedankenlose Welt.
»Genauso wie er in der Wirtschaft Erfolg hatte, wird
er ganz bestimmt unser Land blühen lassen«, lautet
das Motto. Applaus!
Es sei hier ausdrücklich betont, daß es selbstverständlich zur Demokratie eines Landes gehört, daß jeder das Recht hat, nach eigener indiskutabler Überzeugung rechts, links, lila oder blau zu wählen. Aber nicht den reichsten Mann des Landes, der sowieso schon halb Italien finanziell kontrolliert, und nicht nur das! Wenn die vorherigen Regierungen so dumm gewesen sind, kein Gesetz zu verabschieden, das solch einen Mann an der Regierungsspitze verhindert (in anderen Ländern ist so etwas selbstverständlich), dann hätten wenigstens die Wähler die Augen offen halten sollen, selbst gegen ihre rechtsliberalen Überzeugungen. Vor ein paar Jahren haben einige Politiker erklärt, Italien sei endlich ein normales Land geworden. Man hat die fünfjährige Legislaturperiode zu Ende gebracht oh Wunder! und es sind Fortschritte erzielt worden, die früher in diesem Land absolut unvorstellbar waren. Leider sieht es jetzt so aus, als ob es sich nicht um die Normalität, sondern um eine Ausnahme gehandelt hat: Sie kam nur zustande, weil einige schlaue Köpfe das neue Wahlsystem durch Koalitionen schnell und optimal ausnutzen konnten, mehr nicht. Diesmal hingegen haben die nicht allzu schlauen Köpfe Di Pietro und Bertinotti lieber ihre eigenen (wenigen) Schafe zählen wollen, und Italien wurde de facto den Rechten geschenkt (absolut hat das gespaltene mitte-links Lager erstaunlicherweise 1,6 Millionen Stimmen mehr als 1996 bekommen: Ein magerer Trost). Die kurze Zeit, in der man als Italiener erhobenen Hauptes herumlaufen konnte, ist vorbei: Man kann sich für so ein Debakel nur schämen. Nun wird der Beste bald handeln und selbstverständlich in ganz Europa zu Besuch kommen: Erinnern wir uns nur daran, daß 1994 im Ausland sogar die Kohl-Truppe sich über seine Äußerungen kaputt gelacht hat, dann wird in etwa klar, was uns erwartet.
Traurige Zeiten kann man in der Geschichte jedes Landes finden. Meistens
sind in diesen traurigen Jahren aber auch wunderbare Gegenreaktionen entstanden.
Man muß nur den Mut finden, nicht in die politische Apathie zu verfallen,
mit neuer Kraft gegen die allgemeine Verblödung anzukämpfen und
volle Energie in neue Initiativen zu stecken. Viel Engagement wird gefragt
sein, damit die Mehrheit der Italiener, also die, die was im Kopf haben,
nicht in den Tiefschlaf versetzt wird. Ansonsten wären wir gezwungen,
darauf zu warten, daß die Gentechnik durch Embryo-Manipulation nur
noch kluge Menschen auf die Welt kommen läßt: Wie würde dann
der Beste seine Stimmen von Faszinierten
zusammenkriegen? |