Presto "Pommes" Pesto Osservazioni del tutto personali sul glorioso trionfo del basilico |
von Gabi Pommerenke |
Italiano di Gabi Pommerenke |
| Das
Land, wo die Zitronen blühen war schon seit Jahrhunderten ein
deutscher Traum, die Toscana- und Ligurien-Fraktion lagen jedoch wohl noch
in den Windeln, als ich meine ersten Erfahrungen in Italien und vor allem
meine erste Begegnung mit dem wunderbaren ligurischen Pesto machte. Er schmeckte
mir auf Anhieb so gut, dass ich dieses Geschmackserlebnis unbedingt zu Hause
reproduzieren wollte. Aber leider war damals in ganz Norddeutschland trotz
größter Anstrengungen nirgends frisches Basilikum aufzutreiben.
Bei meiner nächsten Heimreise hatte ich deshalb in weiser Voraussicht einige kleine Papiertütchen, die semi di basilico gigante genovese senza odore di menta enthielten, im Gepäck. Diese Samen säte ich sorgfältig und sehr liebevoll in Blumentöpfen und Balkonkästen aus, denn nicht umsonst wollte ich sie während der Heimreise wie meinen Augapfel gehütet haben, und stellte die besagten Gefäße auf die wärmsten und sonnigsten Plätze meiner Fensterbänke. Das Ergebnis war eher niederschmetternd. Nach schier endloser Wartezeit konnte ich schließlich nur recht wenig blässliches und mitleiderregendes Basilikum ernten, das kaum für eine befriedigende Mahlzeit ausreichte, geschweige denn zur Bewirtung einer kleinen Gästeschar taugte. Natürlich gab ich nicht auf, aber auch in den darauffolgenden Jahren musste ich trotz verschiedener Markenwechsel ähnlich deprimierende Erfahrungen erdulden. Irgendwann trat ich dann die Heimreisen stolz mit einem nicht immer vor dem Auslaufen gefeiten Gefäß mit gekauftem oder von ligurischen Freunden fertig zubereitetem Pesto im Gepäck an. Aber auch diese unter etlichen Mühen und Gefahren stolz heimgetragene Trophäe bescherte wegen allzu geringer Haltbarkeit nur kurzfristige Gaumenfreuden unmittelbar nach der Heimkehr und blieb deshalb gleichermaßen unbefriedigend. Tempora mutantur! Welch ein Glück und welch eine Wonne!! Heute, ca. 30 Jahre später, offeriert nicht nur jeder noch so kleine Tante-Emma-Laden ebenso wie fast jeder Supermarkt täglich frisches Basilikum im Topf, das durchaus zur Herstellung eines guten Pesto taugt. Selbst meine Provinzschlachterei offeriert heute Pestorouladen, es gibt Pestopizza und Pestociabatta: Pesto hier, Pesto da, Pesto überall... , leider auch in den abartigsten Kombinationen, die mich manchmal durchaus erschaudern lassen. Ein wenig bedauere ich diese Art von Pestoabusus und Pestoinflation, obwohl ich nach den langen Jahren der Entbehrungen und Mühen auch von ihr profitiere und die erlittene Pestoabstinenz nun endlich ein glückliches Ende gefunden hat In meinen (Alb-?)Träumen erscheinen mir schon Frittenbuden, die statt Pommes/ Bahnschranke nun Pommes/Pesto anbieten. Oder sollten die potentiellen Konsumenten diese Geschmacksrichtung gar nicht zu schätzen wissen und sich die ganze Sache nach dem Motto Ende gut alles gut als Flop erweisen? Als tragischer Höhepunkt des durchaus weltweiten vermeintlichen Triumphzuges des Basilikums sei hier noch meine Begegnung mit pesto alla genovese im australischen Outback erwähnt. Dieser pesto enthielt allerdings nur Microspuren von Basilikum und schien mit püriertem Büffelgras gestreckt zu sein... schlichtweg ungenießbar. Accidenti!
|
Il
paese dove fioriscono i limoni era un sogno per i tedeschi già
da secoli, lattrazione irresistibile dei parlamentari del
Bundestag per Toscana e Liguria era ancora in fasce, quando facevo
le mie prime esperienze in Italia e soprattutto i primi approcci con il
meraviglioso pesto ligure. Fin dal primo assaggio mi piacque talmente, che
volli assolutamente riprovare questo gusto a casa mia. Nonostante le mie
ricerche capillari, però, in quegli anni di basilico fresco nella
Germania del Nord non trovai purtroppo traccia.
In un mio rientro successivo in Germania, molto previdentemente, mi procurai allora alcuni sacchettini di Semi di basilico gigante genovese senza odore di menta. Con gran cura e devozione piantai quindi i semi in vasi, che sistemai nei posti più caldi e soleggiati sui davanzali di casa: mica per niente li avevo protetti così amorevolmente per tutto quel lungo viaggio! Il risultato, peraltro, fu piuttosto sconcertante: dopo giorni di attesa spasmodica potei utilizzare solamente foglie di basilico penose e anemiche che bastavano appena per un pasto, figuriamoci se avessi avuto ospiti! Ovviamente non mi rassegnai, ma anche negli anni successivi dovetti fare altre esperienze deprimenti, nonostante limpiego di diverse marche di semi. Finché un bel giorno, parecchio tempo dopo, tornai a casa in Germania tutta orgogliosa di essermi portata dietro un vasetto di pesto acquistato in negozio o preparato da conoscenti liguri, pur con la difficoltà di farlo arrivare intatto. Tuttavia, a causa della sua deperibilità, anche quel trofeo trasportato a casa fieramente fra mille difficoltà e pericoli mi procurava un po di gioia del palato solo appena tornata e si rivelava dunque altrettanto insoddisfacente. Tempora mutantur! Che fortuna, da fare salti di gioia! Oggi, circa trentanni più tardi, in ogni botteguccia e in quasi tutti i supermercati non mancano delle piantine di basilico, perfettamente idoneo per la preparazione di un buon pesto. Al pesto si trovano anche pizze e ciabatte e persino la macelleria nel mio paesino fuori città vende involtini... al pesto: pesto di qua, pesto di là, pesto dappertutto purtroppo anche in combinazioni a volte veramente ripugnanti. Questa sorte di abuso e inflazione del pesto mi dà ormai un po fastidio, sebbene dopo anni di rinuncia e sofferenza ora ne approfitti anchio: lastinenza da pesto di cui soffrivo è giunta felicemente al termine. Nei miei incubi notturni mi figuro già delle friggitorie che, al posto di patatine fritte con ketchup e maionese, vendono patatine al pesto. E se per caso i potenziali consumatori non fossero affatto entusiasti di questa nuova mania e tutta la faccenda si rivelasse dunque un fallimento secondo il motto tutto è bene quel che finisce bene? Recentemente ho vissuto il culmine tragico del presunto trionfo mondiale del basilico trovando del pesto genovese persino nel bel mezzo della sconfinata Australia. Un pesto che conteneva soltanto delle tracce microscopiche di basilico e sembrava composto di comunissima erba triturata: semplicemente immangiabile! |