Ene mene meck... und du bist weg

In pericolo le lezioni di lingua e il doposcuola per bambini italiani, e non solo ad Amburgo

von Regine Hartung
 
Italiano di Barbara Muraca
26. April 2000

„Unsere Kinder haben solche Schwierigkeiten in der deutschen Schule – ohne Hilfe schaffen sie es nicht!“ „Wenn Progetto Scuola schließt und mein Sohn dadurch wieder Probleme in der Schule hat, gehe ich mit ihm nach Italien.“ So und ähnlich lauten die Stimmen geschockter Eltern von Schülern von Progetto Scuola Hamburg e.V. bei ihrer Versammlung an diesem Aprilabend. Der Verein, der in Hamburg an drei Schulen Hausaufgabenbetreuung und Förderunterricht für italienische Kinder anbietet (wir berichteten in Contrasto Nr. 19) hat in der Vergangenheit so manchen Schüler vor der „Ehrenrunde“ bewahrt. In der letzten Zeit sind immer mehr Anfragen gekommen, vor allem von Eltern anderer Nationalitäten, die ihre Kinder auch gern zu dem Förderangebot schicken wollen.

Eben gerade haben die anwesenden Eltern erfahren, daß erst einmal Schluß für das erfolgreiche Projekt ist. Der Grund? Das Projekt ist – wie übrigens alle Angebote für Förder- und Muttersprachenunterricht für italienische Schüler in Europa – von finanziellen Kürzungen betroffen. Das italienische Außenministerium hat zwar zugesagt, die Aktivitäten des Projekts weiterhin mit einem 25%igen Anteil zu fördern. Die hauptsächliche Finanzierung durch den Europäischen Sozialfonds – so wurde nun mitten im Schuljahr mitgeteilt – soll jedoch im Jahre 2000 nicht mehr fortgesetzt werden. Denn diese europäischen Gelder, so die offizielle Begründung, sind nur für Schulabgänger (mit dem Ziel der beruflichen Integration), nicht aber für jüngere Schulkinder bestimmt.

Was tun? Die Eltern, die Mitarbeiter und einer der Mitinitiatoren des Projekts beschließen an diesem Abend, durch eine Unterschriftenliste auf ihre Situation aufmerksam zu machen. Denn wer weiß in Hamburg schon von ihren Sorgen?

10. Mai 2000

Wieder sitzt man beim Elterntreffen zusammen. Die Aktivitäten lassen sich sehen: eine Menge Unterschriften konnten in relativ kurzer Zeit gesammelt werden. Zudem wurden Gespräche geführt mit dem Konsulat, den Schuldirektoren, Wohlfahrtsorganisationen und Stiftungen über eine alternative Finanzierung des Projektes wenigstens bis Schuljahresende, aber leider ohne greifbares Ergebnis. Lediglich der Hinweis des Hamburger Konsulats auf die Möglichkeit eines Zusatz-Antrages erweist sich als eine mögliche, wenn auch langfristige Option.

Immerhin scheint sich auf höherer politischer Ebene etwas zu bewegen: Am 18.5. ist ein Gespräch mit einem italienischen Regierungsvertreter und allen Vertretern der italienischen Bildungsträger in Berlin geplant. Also wird entschieden, die Versammlung des Hamburger Vereins der italienischen Rentner in Deutschland (ASPIG) am 20.05. als Forum eines „Generations-Paktes“ zu nutzen, um die italienische Gemeinde – jung und alt, klein und groß – zu informieren.

20. Mai 2000

Eine große Schar von Leuten hat sich zu der Veranstaltung „Generations-Pakt“ eingefunden. Doch es gibt leider keine positiven Nachrichten – die Gespräche in Berlin haben für die Finanzierung des Schuljahres 2000 nichts Neues ergeben. Einige Bildungsträger erklären, daß ihr Geld noch einige Zeit reicht, aber die meisten schließen zum Monatsende. Auch wer im Publikum nicht betroffen ist, versteht sofort, wie brisant somit die Schullage ist, denn jeder weiß aus eigener Erfahrung, wie schwierig der Spagat zwischen beiden Kulturen und Schulsystemen, zwischen Anpassung und Aufrechterhaltung der eigenen Wurzeln ist.

Also wird noch einmal eine Petition mit Unterschriftenliste verabschiedet, um den Verantwortlichen zu verdeutlichen, daß die gesamte italienische Gemeinde hinter der Forderung nach einer Fortführung des Förder- und Muttersprachenunterrichts steht. Und man weiß, daß am Montag Radio Colonia bundesweit über den Generations-Pakt berichten wird. Die Eltern von Progetto Scuola sind jedoch wirklich verzweifelt: „Meine Tochter ist in den Wochen der Schließung von Progetto Scuola schon so schlecht in der Schule geworden – sie schreibt nur noch Fünfen“ „Die Klassenlehrerin meines Sohnes hat mich schon zweimal wegen seiner schlechten Leistungen angerufen!“

22. Mai 2000

Endlich ein Hoffnungsschimmer – zumindestens für die Eltern von Progetto Scuola Hamburg e.V.: die vielen Aktivitäten haben ihre Zentrale dazu bewegt, für das nächste Schuljahr vorgesehene Gelder so umzuschichten, daß die Kinder zumindest das laufende Schuljahr noch erfolgreich abschließen können. Die Eltern, die telefonisch benachrichtigt werden, können die Nachricht kaum fassen. „Ist es wirklich wahr?“ fragt eine Mutter „Ich freue mich, denn mein Sohn hat viele Nachhilfelehrer zu Hause gehabt, aber erst seitdem er den Gruppenunterricht bei Progetto Scuola besucht, hat er sich wirklich in der Schule verbessert.“ „Wie gut, daß es weitergeht“ meint eine weitere Mutter „Wir hatten uns schon solche Sorgen gemacht.“ Und ihre achtjährige Tochter ergänzt „Nicht nur die Erwachsenen haben sich Sorgen gemacht – wir Kinder von Progetto Scuola auch!“

Wie es nach dem Ende des Schuljahres weitergeht, ist für die Schüler von Progetto Scuola Hamburg trotzdem unklar. Wünschenswert wäre die Einrichtung eines interkulturellen Projektes für Schüler aller Nationalitäten, das aus einem lokalen Fördertopf finanziert wird. Doch warum sollen Träume nicht auch realisierbar sein?

26 aprile 2000

«I nostri bambini fanno una gran fatica nella scuola tedesca, non ce la possono fare senza un aiuto!». «Se Progetto Scuola chiude i battenti e per questo mio figlio va di nuovo male a scuola io me lo porto in Italia!». Di questo tenore sono le reazioni di alcuni dei genitori degli allievi di Progetto Scuola Amburgo, in occasione di un incontro tenutosi in una serata di aprile. L’associazione, che come abbiamo già riportato in Contrasto N. 19, offre ai bambini italiani doposcuola e sostegno scolastico presso tre scuole di Amburgo, ha salvato in passato diversi bambini dalla bocciatura. Ultimamente sono aumentate le richieste anche da parte di genitori di altre nazionalità, desiderosi di mandare i loro figli alle lezioni di sostegno.

Proprio adesso i genitori hanno sentito che l’efficace progetto sarà interrotto. Il motivo? Come molti altri programmi di doposcuola o di lezioni di lingua madre per bambini italiani in tutta Europa anche questo è stato colpito dalla riduzione improvvisa dei finanziamenti. Il Ministero della Pubblica Istruzione aveva già garantito di sostenere il progetto per un 25%, tuttavia il grosso dei soldi arrivava dal Fondo Europeo. Proprio questi finanziamenti – così si è saputo nel bel mezzo dell’anno scolastico – non sarebbero più stati versati nell’anno 2000. La spiegazione ufficiale è che tali somme fossero già da sempre destinate solo a giovani in cerca di riqualificazione professionale per l’inserimento nel mondo del lavoro e non ai bambini in età scolare.

Che fare a questo punto? I genitori, le insegnanti e uno dei coiniziatori del progetto decidono nel corso della serata di raccogliere firme per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione. D’altra parte, chi mai si interessa ad Amburgo dei loro problemi?

10 maggio 2000

Eccoci di nuovo in una riunione con i genitori. Le iniziative si sono moltiplicate e una gran quantità di firme è stata raccolta in un periodo di tempo relativamente breve. Inoltre sono stati organizzati incontri con il Consolato, con i presidi, con diverse fondazioni ed organizzazioni di beneficenza, con l’intento di cercare insieme un finanziamento alternativo per il progetto, in modo da tenerlo in vita almeno fino alla fine dell’anno scolastico. Purtroppo senza risultati apprezzabili. Alla fine l’indicazione del Consolato di presentare una richiesta di ulteriore appoggio finanziario sembra essere una opzione accettabile, anche se destinata ad avere tempi lunghi.

Quantomeno pare che si stia muovendo qualcosa a livello politico: il 18 maggio a Berlino è in programma un incontro tra un rappresentante del governo italiano e tutti i responsabili delle associazioni impegnate nel settore formazione. Inoltre si decide di utilizzare la riunione dell’Associazione Pensionati italiani (ASPIG) del 20 maggio per mettere a fuoco la questione del “patto generazionale” ed informare così l’intera comunità italiana, vecchi e bambini, sulla situazione.

20 maggio 2000

Una grande folla si raduna in occasione del convegno sul “patto generazionale”. Purtroppo non arrivano notizie positive: gli incontri di Berlino non hanno portato a soluzioni per il finanziamento del 2000. Alcuni organizzatori dichiarano di avere abbastanza denaro per concludere l’anno scolastico, altri invece interrompono le attività entro la fine del mese. Anche chi dei presenti non si sente colpito in prima persona capisce al volo quanto sia difficile la situazione, perché conosce per esperienza personale il difficile equilibrio da mantenere tra le due culture nel sistema scolastico, in bilico tra la necessità di adattamento e la volontà di conservare le proprie radici. Si decide di redire una seconda petizione, corredata di firme, per render noto ai responsabili che l’intera comunità italiana appoggia in pieno i progetti di doposcuola e di sostegno scolastico. È noto che lunedì Radio Colonia manderà in onda sulla rete nazionale un reportage sul patto tra generazioni. Tuttavia i genitori di Progetto Scuola sono completamente disperati: «Mia figlia è talmente peggiorata durante la settimana di chiusura del progetto! Prende solo insufficienze!». «L’insegnante di mio figlio mi ha già telefonato a casa due volte per il rendimento scadente del ragazzo!».

22 maggio 2000

Finalmente un soffio di speranza, almeno per i genitori di Progetto Scuola Amburgo: grazie alle iniziative realizzate, la sede centrale ha deciso di dare fondo a una parte del denaro previsto per l’anno prossimo per consentire ai bambini di concludere degnamente almeno questo anno scolastico. I genitori, avvisati per telefono, non credevano alle loro orecchie: «Ma è proprio vero?», chiedeva una mamma, «Sono così contenta! Mio figlio ha avuto diversi insegnati privati a casa, ma da quando c’è Progetto Scuola, con la lezione di gruppo, a scuola è veramente migliorato!». Un’altra mamma aggiunge: «Che meraviglia che vada avanti! Ci eravamo tanto preoccupati!», mentre la sua figlioletta di otto anni dichiara: «Non solo gli adulti! Anche noi bambini ci siamo preoccupati!».

Il destino del dopo-giugno, per tutti i bambini di Progetto Scuola, rimane peraltro incerto. Ideale sarebbe istituire un programma interculturale per ragazzi di tutte le nazionalità, finanziato esclusivamente con fondi locali. E perché non credere che i sogni si avverino?