Progetto scuola

Eine Initiative zur Förderung des Schulerfolgs italienischer Kinder in Deutschland

von Regine Hartung
 
Traduzione di Fausto Macrì
In unserer letzten CONTRASTO-Ausgabe war über den Traum von der Bilingualität zu lesen. Ein Traum fürwahr, denn: wer von uns hätte nicht gerne zwei Sprachen fast spielend im Kindesalter erlernt und mit perfekten mündlichen und schriftlichen Sprachkenntnissen die Schule verlassen? Doch leider existieren in Deutschland Fälle, in denen sich Zweisprachigkeit eher als „Handicap“ denn als Gewinn erweist.

Anna und Silvio sind in Deutschland geboren, aufgewachsen und unterscheiden sich in nichts von ihren deutschen Mitschülern. Außer in einer „schwerwiegenden Tatsache“: bis zu ihrer Einschulung sprachen sie zu Hause mit den Eltern Italienisch bzw. ihren Heimatdialekt. Bei ihrem Schulbeginn waren sie dann mit der Anforderung konfrontiert, all das aufzuholen, wofür ihre deutschen Mitschüler sechs bis sieben Jahre Zeit hatten. Die Folge: ihre schriftlichen Leistungen im Deutschen gestalteten sich katastrophal, da sie nicht in ihrer Muttersprache alphabetisiert wurden, sondern gleich in einer Fremdsprache. Mit den Leistungen schwand das Selbstvertrauen, als Lernmethode wählten sie „Versuch und Irrtum“, auch die Eltern konnten wegen mangelnder Kenntnisse des Deutschen bzw. des deutschen Schulsystems nur hilflos zusehen - aus einer möglichen Bilingualität wurde eine „deutsch-italienische Halbsprachigkeit“.

Anna und Silvio stellen keine Einzelfälle dar. Die Statistiken zeigen, daß die Quote der italienischen Schulabgänger ohne Schulabschluß relativ hoch, während die Zahl der italienischen Gymnasiasten sehr gering ist. Der Mißerfolg der italienischen Kinder in der deutschen Schule ist besonders gravierend angesichts der immer dichter werdenden Verflechtung von Schule – Ausbildung – Arbeit.

1996 zogen verschiedene italienische Bildungswerke in Frankfurt die Konsequenz aus dieser Situation und gründeten Progetto Scuola e.V.. Ziel des Projektes ist es, bundesweit italienische Kinder vom Vorschulalter bis zum Ende der Schulpflicht zu begleiten und sie in ihrem Lernprozeß zu fördern.

Seit März 1998 existiert Progetto Scuola auch in Hamburg. Mit fünf Schülern begann alles vor einem Jahr in einer Schule in Wilhelmsburg. Inzwischen sind es knapp vierzig Kinder, die an drei Schulen von insgesamt elf Lehrkräften unterrichtet werden. Und die Nachfrage ist ungebrochen.

Bei Progetto Scuola erledigen die Kinder ihre Hausaufgaben und können sich dabei die Hilfe von zweisprachigen Lehrkräften einholen. Diese bieten zudem Übungen aus Bereichen an, in denen die Schüler besondere Schwierigkeiten haben. Da es vielen schwerfällt, in der Klasse konzentriert zu arbeiten, führt Progetto Scuola vornehmlich Gruppenunterricht durch, um die Schüler schrittweise an das Arbeiten unter Klassenbedingungen heranzuführen. Durch diese kontinuierliche, präventive Hilfe sollen die Kinder zum selbständigen Lernen angeleitet werden.

Die Arbeit in Hamburg hat den Bedarf an weiteren Projekten aufgedeckt. Eine italienische Kindergartengruppe wäre wünschenswert, damit die Kinder bereits vor Schulbeginn in beiden Sprachen gefördert werden. Noch dringender wäre ein Beratungsangebot über das deutsche Schulsystem für die italienischen Eltern. Die große Differenz zwischen deutschem und italienischem Schulsystem und der geringe Informationsstand der Eltern darüber erschwert eine angemessene Unterstützung der Schüler.

Gefördert wird das Projekt von Beginn an mit Geldern des Europäischen Sozialfonds und des Italienischen Staates, der - im Gegensatz zu anderen sogenannten „Migrantenländern“ - die Notwendigkeit der Förderung im Deutschen früh erkannt hatte.

So bleibt nur zu wünschen, daß durch diese Projekte noch vielen Annas und Silvios bei ihrem Schulweg und somit ihrem Weg ins Leben geholfen werden kann.

Nell’ultimo numero di CONTRASTO ci siamo occupati del “sogno del bilinguismo”. Un vero e proprio sogno: chi di noi infatti non avrebbe imparato volentieri, come per gioco, due lingue da bambini? Dimostrandone poi, al termine della scuola, un'ottima padronanza sia scritta che parlata? Eppure in Germania esistono casi nei quali il bilinguismo si rivela più un handicap che un vantaggio.

Anna e Silvio sono nati e cresciuti in Germania e nulla li differenzia dai loro compagni di scuola tedeschi, tranne che per una “questione importante”: fino al primo giorno di scuola, a casa con i genitori avevano parlato italiano, oppure il loro dialetto d’origine. Messo piede a scuola si sono dovuti confrontare con l’esigenza di recuperare tutto ciò che i loro compagni tedeschi avevano imparato in sei, sette anni. La conseguenza: essendo stati subito alfabetizzati in una lingua straniera invece che nella loro lingua madre, nelle prove scritte di tedesco i loro risultati si sono rivelati catastrofici. Coi brutti voti è svanita la fiducia in loro stessi e per apprendere qualcosa non gli è rimasto che il metodo empirico di “provare e sbagliare”. Gli stessi genitori, a causa delle proprie carenze nella conoscenza della lingua e/o del sistema scolastico tedesco, non hanno potuto fare altro che assistere impotenti. E di un potenziale bilinguismo non è rimasta che una “semialfabetizzazione italotedesca”.

Anna e Silvio non sono casi isolati. Le statistiche mostrano che la percentuale di italiani che abbandonano la scuola senza averla terminata è relativamente alta, mentre molto pochi sono quelli che poi frequentano il liceo. L’insuccesso dei bambini italiani nelle scuole tedesche è particolarmente grave in rapporto al sempre più stretto intreccio che vi sarà in futuro fra scuola, istruzione e lavoro.

Nel 1996 diversi organismi di formazione italiani hanno reagito decidendo di fondare a Francoforte l’istituzione Progetto Scuola, il cui obiettivo è di seguire su tutto il territorio nazionale i bambini italiani fino al termine della scuola d’obbligo, nonché di sostenerli nel proprio processo di apprendimento.

Dal Marzo 1998 Progetto Scuola è presente anche ad Amburgo. Si è iniziato un anno fa seguendo cinque ragazzi in una scuola a Wilhelmsburg e oggi i bambini che ricevono le lezioni in tre scuole diverse, da 11 insegnanti bilingue, sono diventati quasi 40. E le richieste sono in continuo aumento.

Grazie a Progetto Scuola, gli alunni svolgono i loro compiti per casa potendo avvalersi dell’aiuto di insegnanti bilingue. Questi gli fanno anche svolgere esercizi su materie nelle quali i bambini incontrano particolari difficoltà. Dato che a molti allievi risulta difficile concentrarsi in classe, Progetto Scuola tiene prevalentemente lezioni di gruppo, nelle quali i bambini vengono abituati passo passo a lavorare nelle condizioni normali di una classe. Grazie a questo aiuto preventivo e continuo i bambini vengono avviati ad un apprendimento autonomo.

L’attività svolta ad Amburgo ha messo in luce la necessità di ulteriori progetti. Affinché i bambini vengano sostenuti in entrambe le lingue prima di iniziare la scuola, sarebbero ad esempio auspicabili gruppi di bambini italiani fin dall'asilo. Ancora più necessari sarebbero dei centri di consulenza sulla scuola tedesca per i genitori italiani. L’enorme differenza tra il sistema scolastico tedesco e quello italiano, unita allo scarso grado d’informazione dei genitori al riguardo, rende più difficile un sostegno adeguato agli alunni.

L’iniziativa è stata finanziata fin dall’inizio dal Fondo Sociale Europeo e dallo Stato italiano che, a differenza di altri cosiddetti “paesi d’emigrazione”, aveva da tempo riconosciuto la necessità di supportare la lingua tedesca.

Rimane dunque solo da augurarsi che attraverso progetti del genere molti altri Anna e Silvio possano essere aiutati nella scuola e anche nella vita.